Riflessioni sulle elezioni

Pensieri e riflessioni sulle elezioni
Pensieri e riflessioni sulle elezioni

In una società alienata il modo in cui la gente esprime la propria volontà non è affatto diverso da quello della loro scelta nell’acquisto delle merci. La gente ascolta i tamburi della propaganda e i fatti significano poco in confronto al chiasso suggestionante che la martella… In effetti il funzionamento della macchina politica in un paese democratico non differisce sostanzialmente dalla procedura del mercato merci. I partiti politici non sono troppo diversi dalle grandi aziende commerciali e i politici di professione cercano di vendere la loro merdosa merce al pubblico.
Eric Fromm

Certo che l’Italia è proprio un paese di fessi: i politici continuano a fottere i cittadini e questi che fanno, vanno a fare i volontari alle feste dei vari partiti, e poi si appassionano anche e parlano di varie questioni come se il futuro della nazione dipendesse anche dalle loro idee. Roba da matti. E la tv, che fa, li riprende, li intervista, gente che guadagna fior di quattrini per dir stronzate e per divulgare quelle che sparano i militanti ancora più coglioni di loro.
Carl William Brown

La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Articolo 21), 1948

Il Ribelle è il singolo, l’uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché sopravviva in lui qualche purezza, tutto diventa semplice.
Jünger Ernst

Con la nuova riforma delle pensioni i poveri coglioni italiani coinvolti lavoreranno almeno 12/15 anni più dei loro immediati predecessori e percepiranno il 40/50 per cento in meno; ma tutto sommato non mi sembra che si lamentino più di tanto, ormai si sentono a pieno titolo parte integrante della merda che li circonda e alcuni vanno anche a votare!
Carl William Brown

Votare o non votare, questo è il problema: se sia più nobile nella mente soffrire dell’altrui scelta o farsi prendere per il culo recandosi alle urne? Morire, dormire… nient’altro, e con un sonno continuare a sopportare una masnada di cialtroni che fingono di governare il Paese, pensando invece solo ai loro interessi e a quelli di amici e parenti. Morire, dormire. Dormire, forse sognare.
Andros

I modi con cui le questioni politiche e la volontà popolare su qualsiasi faccenda vengono fabbricate sono esattamente analoghi ai modi della pubblicità commerciale. Troviamo il medesimo tentativo di contatto col subconscio. Troviamo la medesima tecnica di creare associazioni mentali favorevoli o sfavorevoli che sono tanto più efficaci quanto meno sono razionali. Troviamo le medesime evasioni e reticenze e il medesimo espediente per produrre l’opinione con asserzioni ripetute, che hanno successo precisamente nella misura in cui evitano le argomentazioni razionali e il pericolo di svegliare le facoltà critiche della gente. E così via; soltanto che tutte queste arti hanno possibilità infinitamente maggiori nella sfera degli affari pubblici di quante ne abbiano nella sfera della vita privata e professionale.
J.A. Schumpeter

Giovanni Falcone diceva che dove la mafia ha il potere di controllo i posti di comando nelle amministrazioni vengono dati ai cretini. Il problema è che in Italia la mafia politica, criminale, economica, burocratica, informativa e giudiziaria impera in ogni luogo.
Carl William Brown

Nei regimi democratici, come quello italiano, in cui la percentuale dei votanti è ancora molto alta (ma va scemando ad ogni elezione), vi sono buone ragioni per credere che vada diminuendo il voto di opinione e vada aumentando il voto di scambio, il voto, per usare la terminologia asettica dei political scientist, orientato verso gli ouptut, o, per usare una terminologia piú cruda, ma forse meno mistificante, clientelare, fondato se pure spesso illusoriamente sul do ut des (sostegno politico in cambio di favori personali).
Norberto Bobbio

4 marzo 2018. Dopo un po’ di titubanza mi sono infine recato alle urne. Così per soddisfare il nobile principio del pluralismo ho votato per diversi partiti. Alla camera, in omaggio al vaffanculo, ai comici, e alla commedia dell’arte del bel paese, ho dato la mia preferenza ai cinque stelle; alle regionali, in omaggio ai costruttori di armi, ai cacciatori e alle fonderie della Lombardia, ho votato la lega; al senato, in omaggio alle storiche scelte sociali della destra, alle mignotte dei casini, e a chi per primo voleva veramente un’Europa unita, Inghilterra e Russia comprese, ho dato il mio voto a forza nuova. Se vi fosse stata un’altra possibilità, avrei scelto ancora un’altra formazione, di certo non il PD né tanto meno FI, in omaggio a tutti i grandi imbecilli che popolano il mondo dei media, dell’informazione e della politica, e che sono la banale espressione dell’infimo livello intellettuale di questi schieramenti, includendo pure in quest’ultimo giudizio i famosi tecnici, gente che per la loro meschina stupidità andrebbero sterminati, più che messi nei posti chiave del governo del paese; coglioni che si vantano all’appellativo di professori, mentre non sono altro che luridi e schifosi scagnozzi al soldo delle mafie economiche, finanziarie, politiche, industriali e pseudo-culturali del mondo moderno, persone al cospetto delle quali, gentiluomini come Riina o Carminati non sono altro che dei poveri ed indifesi agnellini.
Carl William Brown

Quando si è convinti che l’avvenire del mondo dipende dalle tabelle elettorali, dai compromessi conclusi tra persone influenti e dalle vendite dì favori, non si possono tenere in gran conto gli obblighi morali che impedirebbero di indirizzarsi ove più evidente si manifesta il proprio interesse. L’esperienza mostra che in tutti i paesi in cui la democrazia può sviluppare liberamente la sua natura viene alla luce la più scandalosa corruzione, senza che nessuno ritenga utile il dissimulare le proprie mascalzonate.
Georges Sorel

Noi abbiamo una forma democratica della leadership: i leader possono cambiare. Mentre la destra italiana da sedici anni è sotto il comando imperituro di Berlusconi. Però vorrei fare osservare che è la loro l’anomalia, non la nostra. Perché Berlusconi, che ha perduto per due volte le elezioni, nel ’96 e nel 2006, tuttavia è rimasto a capo della destra, cosa che non avviene in nessun paese democratico. E perché Berlusconi, malgrado che abbia perduto per due volte le elezioni, Berlusconi è rimasto, ormai per quasi vent’anni, a capo della destra? Perché lui ne è il proprietario, non il leader. E quindi questo è un concetto del tutto diverso. Ora, se si pensa che anche il centrosinistra debba avere un proprietario, ci si sbaglia. Siamo un’associazione libera.
Massimo d’Alema

L’educazione in Italia è un argomento fondamentale nelle campagne politiche elettorali, perché ormai senza diploma, se non sei clandestino, non puoi più andare a spalare neanche la merda! Non hai le competenze necessarie, quelle che ovviamente ti danno durante gli anni dell’istruzione obbligatoria!
Carl William Brown

La nostra democrazia è solo una parola. Cosa significa il fatto che possiamo votare? Significa che scegliamo fra due veri autocrati, anche se non li consideriamo tali. Scegliamo fra Tizio e Caio… Chiedete di votare per delle donne… Ma che cosa può fare un voto, quando dieci undicesimi della terra in Gran Bretagna appartengono a solo 200.000 persone e la restante undicesima parte è divisa fra i restanti 40 milioni di individui? I vostri uomini si sono per caso liberati da questa ingiustizia con i loro milioni di voti?
Helen Keller

Quando le elezioni diventano di fatto superflue (non hanno il potere di cambiare nulla, tutto essendo contrattato e stabilito in anticipo tra i Condottieri) ci vuol poco perché anche gli elettori arrivino a “sentirle” come non necessarie; e a quel punto non ci vuol molto perché qualche Supercondottiere decida realisticamente di sopprimere la finzione, tra il plauso generale.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini

Sono tanti anni che seguo la politica molto da vicino, è il mio lavoro. Non avevo mai vissuto, tuttavia, niente di simile a quello che stiamo tutti quanti oggi vivendo. Un disorientamento così assoluto, una perdita repentina di ogni punto di riferimento. Una classe politica che ha rinunciato a occuparsi del fatto che la metà dei cittadini non va più a votare e si trincera dentro un recinto ogni giorno più esiguo, che canta vittoria quando dentro quella minoranza ottiene la maggioranza. Si vincono le elezioni, oggi, coi voti di un cittadino su dieci. Altrove, in altre democrazie, può essere considerato un buon risultato. In Italia non era mai successo. In Italia quando ero ragazza, non molti decenni fa, votare non era considerato solo un diritto, era prima un dovere. Del resto questo c’è scritto nella Costituzione: un dovere. Bisognava votare, magari scheda bianca ma si andava. Ricordo che mio nonno mi diceva che se non ti presentavi al seggio ti sporcavi la fedina penale, ci scrivevano sopra «non ha votato» ed era una vergogna, poi dopo magari perdevi il lavoro. Lo diceva con orgoglio, gli sembrava giusto così. Avevano lottato tanto. A votare, a parte una minoranza davvero esigua, ci andavano tutti.
Concita De Gregorio

Non si può giudicare solo dal punto di vista politico ed economico se un sistema economico e politico sia tale da promuovere la causa della libertà umana. Il solo criterio per misurare il grado in cui la libertà venga realizzata è l’esistenza o meno di una partecipazione attiva dell’individuo alla determinazione della sua vita e di quella della società, e questo non solo attraverso l’atto formale del votare, ma anche nella sua attività quotidiana, nel suo lavoro e nei suoi rapporti con gli altri.
Erich Fromm

Ciascuno di noi tifa per un partito come fosse la sua squadra di calcio. Le elezioni rappresentano una specie di Champions League. All’indomani della consultazione elettorale, troviamo sul nostro quotidiano preferito le informazioni che ci faranno contenti. È noto infatti che le elezioni le vincono tutti. Secondo le convenienze, si possono confrontare i dati con le politiche, le amministrative o le europee, puntare sull’unica cittadina in cui il nostro partito è in vantaggio, comparare i risultati con quelli di epoche remote, quando eravamo appena nati… Ci sono mille modi per travisare la realtà. I giornalisti sono pagati per questo.
Gianni Monduzzi

I referendum non sono altro che la prova lampante dell’assurdità del sistema politico italiano. La popolazione infatti quando vota nelle normali elezioni sceglie i propri rappresentanti che dovrebbero in teoria amministrare il bene pubblico, ma che in pratica evidentemente svolgono un altro lavoro, or bene tra questi incapaci vi è sempre chi vuole far votare di nuovo la popolazione, che così facendo capisce una volta per tutte che in passato non ha eletto che degli insulsi faccendieri che ora gli chiedono ancora di dar prova della propria imbecillità andando nuovamente alle urne.
Carl William Brown

Noi, come cittadini, abbiamo un’arma molto potente: il voto, solo che non lo sappiamo usare. Ci lasciamo corrompere da quelli che hanno interessi nei vari partiti con promesse che poi non vengono nemmeno mantenute ma una volta per sempre cerchiamo di rivoltare questo sistema, di questi vecchi personaggi, perché quella è l’unica strada ormai che rimane. Perché poi ce ne sarebbe un’altra ma sarebbe troppo cruenta e invece c’è il voto: di non votare. Voi non fate questo per il popolo voi non meritate di andare a fare i ministri o i deputati o altro.
Carmine Schiavone

Nei partiti borghesi una sola preoccupazione spinge a costruire nuovi programmi o a “riformare” quelli che già esistono: la preoccupazione per l’esito delle prossime elezioni. Le commissioni si radunano e “rivedono” il vecchio programma come il soldato al fronte cambia la camicia: cioè quando è piena di pidocchi. Nel nuovo programma a ognuno è dato il suo; ma spesso ci si dimentica di una diffusa esigenza popolare. Allora in tutta fretta si inserisce nel programma ciò che ancora vi trova posto, sperando di aver soddisfatto l’esercito dei piccolo borghesi e delle rispettive mogli, e confidando nell’incrollabile stupidità degli elettori.
Adolf Hitler

Nelle lotte elettorali di tutti i tempi e di tutti i luoghi è sempre avvenuto e sempre avverrà che gli elementi peggiori di ciascun partito pensino di sopraffare gli avversari con la violenza e con la corruzione, quando i mezzi legittimi di vittoria mancano, o siano insufficienti, o appaiano di esito incerto. E quanto più agevole e fruttifero si presenta l’impiego dei mezzi elettorali malsani, tanto più forte deve essere la tentazione di adoperarli.
Gaetano Salvemini

Uno dei luoghi comuni più banali che si vanno ripetendo contro il sistema elettivo di formazione degli organi statali è questo, che il ‘numero sia in esso legge suprema’ […] Ma il fatto è che non è vero, in nessun modo, che il numero sia ‘legge suprema’, né che il peso dell’opinione di ogni elettore sia ‘esattamente’ uguale. I numeri, anche in questo caso, sono un semplice valore strumentale, che danno una misura e un rapporto e niente di più. E che cosa poi si misura? Si misura proprio l’efficacia e la capacità di espansione di persuasione delle opinioni di pochi, delle minoranze attive, delle élites, delle avanguardie, ecc., cioè la loro razionalità o storicità o funzionalità concreta. Ciò vuol dire che non è vero che il peso delle opinioni dei singoli sia ‘esattamente’ eguale.
A. Gramsci

Elezione: l’inturgidirsi dell’organo politico riproduttivo grazie al quale si rende periodicamente possibile la fecondazione delle due Camere e di vari tipi di assemblea. Per evitare che l’elezione venga a configurarsi come “atto osceno in luogo pubblico” la legge impone che si svolga in cabine appartate e rigorosamente vietate ai minorenni.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini

Se siete annoiati e disgustati dalla politica e non vi disturbate a votare, di fatto votate per gli arroccati establishment dei due principali partiti, i quali, potete starne certi, stupidi non sono, ma anzi hanno una consapevolezza profonda di quanto gli convenga mantenervi in una condizione di disgusto e noia e cinismo, fornendovi ogni possibile motivazione psicologica perché il giorno delle primarie ve ne stiate in casa a farvi i cilum guardando Mtv. Sia chiaro: avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile.
David Foster Wallace

Nelle lotte elettorali di tutti i tempi e di tutti i luoghi è sempre avvenuto e sempre avverrà che gli elementi peggiori di ciascun partito pensino di sopraffare l’avversario con la violenza e con la corruzione, quando i mezzi legittimi di vittoria manchino, o sieno insufficienti, o appaiano di esito incerto. E quanto più agevole e fruttifero si presenta l’impiego dei metodi elettorali malsani, tanto più forte deve essere la tentazione di adoperarli.
G. Salvemini

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