Idee, parole, metafore e riflessioni
 
Storia dell’artista dal paleolitico ad oggi

Storia dell’artista dal paleolitico ad oggi

Storia dell'artista
Storia dell’artista

Storia dell’artista dal Paleolitico ad oggi di Andros affronta il lungo e spesso dissestato percorso dell’artista, dal Paleolitico sino ai giorni nostri, mostrando come questa figura si sia trasformata nel corso dei millenni. Testo ricco di notizie e approfondimenti, si presenta come una risorsa per l’artista che voglia conoscere le proprie origini e per chiunque voglia guardare all’arte da un punto di vista inusuale.

Se la vita non fosse così tremenda, l’arte non esisterebbe.
Andros

L’arte è una colossale truffa; non posso viverci, ma non posso vivere senza.
Andros

L’arte non muore mai, gli artisti per fortuna, sì.
Andros

La formula dell’arte: radice quadrata dell’immaginazione, più dolore, meno vita.
Andros

Tutto è materia d’arte e l’arte è tutta la materia.
Andros

Il sonno dell’arte genera mostre.
Andros

Il libro Storia dell’artista – Dal Paleolitico a stamattina di Andros è un’opera monumentale, con una struttura molto chiara e ambiziosa: racconta l’evoluzione della figura dell’artista (non dell’arte in sé) dalle origini preistoriche fino all’epoca contemporanea, suddividendo il percorso in cinque grandi fasi: 1. Sciamano e decoratore – l’artista come figura magico-sacrale. 2. Operaio ed esecutore – il lungo periodo dell’artista-servitore. 3. Specchio, intellettuale e genio – il Rinascimento e la nascita del “genio”. 4. Sperimentatore e teorico – dall’Ottocento alle avanguardie. 5. Esperienziale e inflazionato – il postmodernismo e l’artista come brand.

L’introduzione è un piccolo trattato di filosofia dell’arte, molto lucido e anticonformista: Andros contesta i criteri “valutativi” che pretendono di definire chi sia o non sia artista in base alla qualità del prodotto, e adotta invece un approccio “non valutativo” e “umanistico: artista è chi si dedica con passione e continuità a un’arte, come un medico si dedica alla cura o un sacerdote alla fede. Il libro è anche una riflessione sociologica: mostra come la figura dell’artista sia stata continuamente deformata dalle ideologie, dal potere, dal mercato, e infine dalla stessa inflazione del termine “artista” nell’epoca contemporanea.

C’è una frase nell’introduzione che oggi risuona come un’eco amara e vera: “L’artista è colui che si dedica a un’arte, anche se lo fa male.” In questa semplicità c’è tutto il senso del suo pensiero: l’arte non è un privilegio, è una vocazione che brucia, un atto di dedizione assoluta. E chi vi si consacra sa di pagare un prezzo, quello dell’incomprensione, del fraintendimento, talvolta persino del disprezzo. In effetti il sacro fuoco dell’arte riscalda alcuni personaggi e ne brucia molti altri.

In un’epoca in cui la parola “artista” è diventata quasi un’etichetta di marketing, il libro di Andros, Storia dell’artista – Dal Paleolitico a stamattina, arriva come una boccata d’aria nuova (e un po’ densa di verità). Pubblicato nel 2014 ma più attuale che mai, è un saggio sorprendente per ampiezza, chiarezza e passione: non racconta la storia dell’arte, ma la storia dell’artista, di chi l’arte la fa, con le mani, con la mente, con la vita. Dunque possiamo senz’altro dire che per chi ama l’arte, per chi la pratica, o semplicemente per chi si chiede ancora cosa significhi – essere un artista -, questo libro è una lettura illuminante, ironica e necessaria.

L’autore colma un vuoto evidente nella letteratura artistica: se infinite pagine sono state dedicate alle opere e ai movimenti, pochissime hanno seguito il filo dell’uomo (e della donna) dietro l’opera, delle sue trasformazioni sociali, filosofiche e perfino biologiche. Dal primo sciamano che dipinge per magia e sopravvivenza, all’artista-brand dell’epoca digitale, Andros ricostruisce un percorso millenario in cinque grandi fasi, dove la figura dell’artista cambia forma e statuto insieme alla civiltà. In queste pagine Andros non racconta soltanto la storia degli artisti: racconta la fatica di essere artisti, la tensione tra il bisogno di esprimersi e l’indifferenza del mondo, la lotta costante per dare forma a qualcosa che non si lascia dire.

Con uno stile brillante e ironico, l’autore unisce il rigore dello storico all’occhio del praticante, perché, come confessa, scrive “dalla parte degli artisti”. È un testo che non si nasconde dietro il linguaggio accademico: mette in discussione dogmi e definizioni, a partire da quella di “arte” stessa. La tesi di fondo è tanto semplice quanto liberatoria: l’artista non è chi è giudicato “bravo”, ma chi si dedica con autenticità e continuità a un’arte.

Questo approccio “non valutativo” sposta il discorso dal valore estetico al valore umano: Andros restituisce all’artista la sua dignità di lavoratore, pensatore, sperimentatore e, spesso, vittima delle convenzioni sociali. E lo fa con una scrittura colta ma vivace, che intreccia filosofia, antropologia, psicologia e storia in un racconto sempre fluido e pieno di curiosità, dai misteri delle grotte di Altamira ai paradossi dell’arte contemporanea.

Storia dell’artista è, in fondo, un libro sul senso del creare e del resistere. Racconta come, nel corso dei millenni, l’artista sia passato dall’essere sciamano a schiavo, poi genio, poi maledetto, fino all’artista “bannato” di oggi, travolto dal mercato e dalla mediocrazia culturale. Ma sotto ogni travestimento rimane la stessa urgenza: quella di dare forma al mondo e a se stessi.

Il libro, denso e rigoroso ma mai pesante, attraversa millenni di evoluzione umana con un linguaggio limpido, ricco di curiosità, citazioni e riflessioni filosofiche. Dalla figura dello sciamano paleolitico fino all’artista postmoderno, Andros ricostruisce l’intero percorso dell’essere artista come una lunga metamorfosi, scandita da cinque grandi fasi che corrispondono a mutamenti antropologici, sociali e spirituali.

La sua scrittura ha una doppia forza: da un lato è documentata, puntuale, fondata su letture e riferimenti accurati; dall’altro è animata da un tono personale, partecipe, talvolta ironico, che rivela il punto di vista di chi non osserva l’arte da fuori, ma la vive ogni giorno. Andros, infatti, dichiara apertamente di scrivere “dalla parte degli artisti”, e questa onestà intellettuale è uno dei pregi maggiori del libro.

A tratti l’autore diventa impietoso, sia verso i critici che verso gli stessi artisti, mostrando come la figura dell’artista sia passata, nei secoli, dal sacro al deriso, dall’elevazione spirituale alla banalizzazione contemporanea. Ma il tono resta sempre costruttivo: non c’è amarezza sterile, bensì il desiderio di restituire dignità a una condizione umana fragile e straordinaria.

La fatica di Andros è evidente in ogni pagina: è il risultato di anni di studio, di osservazione diretta e di riflessione personale. L’opera riesce a essere insieme un saggio storico, un diario intellettuale e una confessione. Per questo Storia dell’artista non è solo un libro sull’arte, ma un libro sull’identità e sul destino umano di chi crea.

È raro incontrare un testo capace di unire competenza, passione e visione con tale equilibrio. E ancor più raro trovarne uno che inviti il lettore a interrogarsi non su cosa sia l’arte, ma su chi, e perché, continui ostinatamente a farla. È un libro che non consola, ma illumina. E lascia in chi lo legge una domanda che non si spegne: quanto può resistere l’uomo che crea, in un mondo che sembra non avere più bisogno di creatori?

Leggere Storia dell’artista – Dal Paleolitico a stamattina – oggi, sapendo che il suo autore, Andros, non è più tra noi, è un’esperienza che cambia profondamente il senso del libro. Quello che in apparenza è un grande saggio storico sull’evoluzione dell’artista attraverso i millenni, diventa anche il testamento morale e spirituale di un uomo che aveva fatto dell’arte non un mestiere, ma un destino. Tuttavia scorrendo le pagine si ha la sensazione di ascoltare un dialogo interrotto: Andros non parla solo degli artisti del passato, ma parla a noi, agli artisti di oggi, ai lettori, a chiunque cerchi ancora un senso nella parola “dedicarsi”.

Questo testo è un viaggio lungo quanto l’umanità, ma è anche una confessione: la confessione di un uomo che ha guardato dentro la parola “arte” e vi ha trovato dentro la vita, la follia, la speranza e la disfatta. L’autore ha voluto restituire dignità all’artista, non come genio o privilegiato, ma come essere umano che si dedica con totalità al proprio fare. In fondo, la sua Storia dell’artista è anche la storia della fatica di esistere. Nel libro spicca notevolmente la compassione di chi conosce la solitudine della creazione, la gioia e il dolore di chi si sporca le mani di colore e di vita. Sapere che oggi Andros non c’è più aggiunge al suo libro un’ombra che non è tristezza soltanto, ma anche verità. La sua voce si unisce a quella di tanti artisti che ha raccontato, gli incompresi, i disillusi, i ribelli, i sognatori, e sembra dire: “siamo stati qui, e abbiamo cercato di capire”.

Storia dell’artista rimane dunque come un lascito, come un testamento di pensiero e di passione. È un libro che parla agli artisti, ma anche a chi non lo è, perché in fondo tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti come te: sospesi tra l’urgenza di creare e il peso di non essere capiti. Forse è questa la vera eredità del suo lavoro: averci ricordato che l’arte non è un lusso, ma un modo per resistere. E che chi la vive fino in fondo, non muore davvero, ma continua a parlarci, con la stessa voce silenziosa che cercherà di risuonare in ogni mente di buona volontà che si affaccerà su questo misero pianeta.

Per scoprire meglio Andros potete leggere i seguenti posts:

Storia dell’artista. (Su Amazon)

In memoria di Andros

Citazioni di Andros

Aforismi di Andros


Aforismi per argomento

Aforismi per autore

Pensieri e riflessioni

Saggi e aforismi