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Aforismi e citazioni di Ernst Jünger

Aforismi e citazioni di Ernst Jünger

Ernst Jünger aforismi celebri e citazioni
Ernst Jünger aforismi celebri e citazioni

linedividerFreedom is based on the anarch’s awareness that he can kill himself. He carries this awareness around; it accompanies him like a shadow that he can conjure up. A leap from this bridge will set me free.
Ernst Jünger

Di volta in volta possono cambiare gli argomenti, ma la stupidità terrà il suo tribunale in eterno. Veniamo condannati, prima per aver oltraggiato gli dèi, poi per non esserci piegati a un dogma, e poi ancora per aver rinnegato una teoria. Non esistono parola o pensiero, nel cui nome non sia già stato versato del sanue. Socratica è la consapevolezza della nullità di ogni giudizio in un senso più elevato di quanto possano stabilirlo il pro e il contro degli uomini. Il vero giudizio è pronunciato sin dall’inizio: esso mira a esaltare la vittima.
Ernst Jünger

La sola lettera “R” per esempio ci ricorda tra le altre cose: raduno, riflessione, riscossa, rivolta, rabbia, resistenza, o magari Ribelle.
Ernst Jünger

Il ribelle (Waldgänger, the Forest Goer) passa al bosco, si ritrae nella foresta, si dà alla macchia.
Ernst Jünger

L’arte politica non produce opere d’arte. Lavora su una materia ingrata. Creazioni imperfette di esseri imperfetti, ecco il sentimento che lascia questo gioco di nascite e di tramonti.
Ernst Jünger

Viviamo in un’epoca in cui è difficile distinguere la pace dalla guerra. I confini tra obbedienza cieca e delitto sono sempre più incerti. E persino l’occhio più esercitato è tratto in inganno perché sempre, in ogni singolo caso, interviene la confusione dell’epoca.
Ernst Jünger

L’essere umano è ridotto al punto che da lui si pretendono le pezze d’appoggio destinate a mandarlo in rovina. E oggi bastano delle inezie a decidere della sua rovina.
Ernst Jünger

La grande solitudine dell’individuo è uno dei segni che contraddistinguono il n ostro tempo. Egli è circondato, anzi assediato dalla paura che lo stringe sempre più da presso.
Ernst Jünger

Quando tutte le istituzioni divengono equivoche o addirittura sospette, e persino nelle chiese si sente pregare ad alta voce non per i perseguitati bensì per i persecutori, la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che ancora non si è piegato.
Ernst Jünger

Vincere la paura della morte equivale a vincere ogni altro terrore: tutti i terrori hanno significato solo in rapporto a questo problema primario. Passare al bosco, quindi, vuol dire innanzi tutto andare verso la morte.
Ernst Jünger

In questa luce il bosco è la grande casa della morte, la sede del pericolo di annientamento. Il compito della guida spirituale è di condurvi per mano il discepolo per liberarlo dalla paura. Il bosco loo fa morire e risorgere simbolicamente. A un passo dall’annientamento c’è il trionfo.
Ernst Jünger

Nel clima della tirannide, l’umorismo, come tutte le altre manifestazioni che accompagnano la libertà, viene meno. Tanto più sarà caustica la battuta di colui che per essa è disposto a rischiare la pelle.
Ernst Jünger

Quanto al crimine, esso rappresenta, accanto alla scelta morale autonoma, la seconda via che si può percorrere per conservare la sovranità in mezzo al disfacimento, allo sgretolamento nichilistico dell’essere.
Ernst Jünger

L’uomo sente di trovarsi sotto un dominio estraneo e sotto questo aspetto sente l’affinità con il criminale.
Ernst Jünger

Nel lavoratore il principio dell’efficienza tecnica si dispiega nel tentativo di penetrare e dominare l’universo in modo nuovo, di raggiungere mete vicine e lontane che nessun occhio aveva ancora mai veduto, di contrtollare forze che nessuno aveva ancora scatenato.

Il mito dell’eroe malfattore getta la sua ombra di ambiguità morale anche sui movimenti di resistenza, e non soltanto su quelli.
Ernst Jünger

L’allentarsi dei vincoli imnposti dal diritto e dalla morale è anche uno dei grandi temi della letteratura.
Ernst Jünger

Solo l’artista ormai è tanto affidabile da fornire o meglio creare sin nel fondamento, modelli validi. Nel poeta la natura scorre ancora dall’indifferenziato alla pienezza, mentre la scienza aderisce alla pienezza per consumarla. Sono grandi distanze.
Ernst Jünger

Ecco perché i tiranni hanno paura. Possono ridurre all’ubbidienza milioni di uomini, ma non quell’uno che in sé ha ridotto in schiavitù la morte. Egli ristabilisce la dignità dell’uomo.
Ernst Jünger

L’umana grandezza va conquistata lottando. Essa trionfa quando respinge nel cuore dell’uomo l’assalto dell’abiezione. Qui è racchiusa la sostanza della storia. Nell’incontro dell’uomo con se stesso, o meglio con la propria divina potenza. Chi vuole insegnare la storia deve saperlo. Socrate chiamava il suo demone questo luogo segreto da dove una voce, che era già al di là delle parole, lo consigliava e lo guidava. Potremmo chiamarlo anche il bosco.
Ernst Jünger

Il dubbio e il dolore, i due grandi strumenti della riduzione nichilistica.
Ernst Jünger

Chiamiamo invece Ribelle chi nel corso degli eventi si è ritrovato isolato, senza patria, per vedersi infine consegnato all’annientamento. Ma questo potrebbe essere il destino di molti, forse di tutti – perciò dobbiamo aggiungere qualcosa alla definizione: il Ribelle è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata. Ribelle è dunque colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell’intenzione di contrapporsi all’automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo.
Ernst Jünger

La resistenza del ribelle è assoluta, non conosce neutralità, né remissione, né reclusione in fortezza. Il ribelle non si aspetta che il nemico accetti i suoi ragionamenti né, tanto meno, che si comporti secondo le regole della cavalleria.
Ernst Jünger

La libertà è il grande tema di oggi, è la forza capace di dominare la paura. La libertà dovrebbe essere la materia più importante da insegnare agli uomini liberi, al pari dei modi e delle forme di rappresentarla efficacemente e di manifestarla nella resistenza.
Ernst Jünger

La lotta è legge per il vivente; una nuova visione del mondo trasforma anzitutto i fronti su cui combattere.
Ernst Jünger

Fondamentalmente niente s’appaia tanto bene con un vecchio prete quanto un vecchio soldato. Il primo si è sacrificato per la parte della patria che sta in alto, il secondo per quella che sta in basso; nessun’altra differenza
Ernst Jünger

Uno dei grandi avvenimenti è il volgersi della filosofia dalla conoscenza della lingua; lo spirito si trova ora in stretto rapporto con un fenomeno originario. E’ un fatto più importante di tutte le scoperte della fisica. Il pensatore accede a un territorio dove, finalmente, può di nuovo allearsi non soltanto con il teologo, ma anche con il poeta.
Ernst Jünger

Il motto del Ribelle è: “Hic et nunc ” – essendo il Ribelle uomo d’azione, azione libera ed indipendente. Abbiamo constatato che questa tipologia può comprendere solo una frazione delle masse, e tuttavia è qui che si forma la piccola èlite capace di resistere all’automatismo e di far fallire l’esercizio della forza bruta.
Ernst Jünger

Il ribelle non è un soldato. Non conosce le forme della vita militare né la sua disciplina. La sua vita è contemporanemante più libera e più dura della vita militare. I ribelli vengono reclutati tra quanti sono decisi a lottare per la libertà anche in condizioni disperate.
Ernst Jünger

Ora vedo spesso l’uomo come «uomo dei dolori» trascinato dall’ingranaggio di una macchina, che gli rompe costola per costola, arto per arto, mentre egli non può morire come uomo.
Ernst Jünger

Lo Stato si vede costretto a sottoporre costantemente una parte dei cittadini a trattamenti atroci. La vita è diventata grigia ma sembrerà più tollerabile se a un passo da noi scorgiamo la tenebra, il nero più assoluto. Qui, e non in campo economico, covano i pericoli delle grandi pianificazioni. La scelta delle fasce di popolazione da perseguitare è sempre arbitraria; ma comunque si tratterà di minoranze, di “diversi”, vuoi per natura vuoi per artificio. Va da sé che chiunque si distingua per doti ereditarie da un lato e per talento dall’altro non si sottrae a questo rischio.
Ernst Jünger

Questi Stati armati fino ai denti, che si vantano di possedere il monopolio del potere, e al tempo stesso appaiono tanto vulnerabili, offrono davvero uno strano spettacolo.
Ernst Jünger

L’insegnante può tramettere la conoscenza dei fenomeni, non già la realtà che sta dietro di essi. Tale realtà è incomunicabile, a meno che l’allievo non vi partecipi direttamente. In caso diverso, egli sarà bensì capace di apprendere e riprodurre la tecnica, ma non la sua libera creatività, il suo ethos. Per questo, quando vuol raggiungere o superare il maestro, su di lui incombe minacciosa la sorte di Icaro che si impadronì delle ali di Dedalo. La luce mortale lo brucerà.
Ernst Jünger

La lingua può trovarsi in piena decadenza e il poeta venir fuori come un leone dal deserto.
Ernst Jünger

Se le grandi masse fossero così trasparenti, così compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato, basterebbero tanti poliziotti quanti sono i cani che servono a un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’incubo dei potenti.
Ernst Jünger

Nell’opera d’arte il tempo acquista spessore a un livello più alto nonostante le appartenga una perfezione che avvertiamo al di fuori del tempo e che rimane irraggiungibile. È questa la ragione per cui la moda si consuma nel quotidiano, lo stile nei secoli.
Ernst Jünger

Il Ribelle è il singolo, l’uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa più semplice.
Ernst Jünger

Martin Lutero disse che, anche se avesse saputo che il mattino successivo il mondo sarebbe finito, avrebbe ancora piantato un albero nel suo giardino. È evidente che anch’egli riteneva il cammino più importante della meta. Anche il profeta gli darebbe la sua approvazione. L’albero sta nel libro.
Ernst Jünger

La lingua non vive di leggi proprie, perché altrimenti i grammatici sarebbero i signori del mondo.
Ernst Jünger

L’anarchico nella sua forma pura è colui che riesce a risalire con la memoria a estreme lontananze: a tempi preistorici, anteriori anche al mito. Egli crede che in quel tempo l’uomo abbia realizzato la sua determinazione autentica. Egli vede questa possibilità anche per l’esistenza attuale dell’uomo, e ne trae le sue conseguenze.
In tal senso l’anarchico è il conservatore originario, il radicale, colui che ricerca alle radici la salvezza e i mali della società.
Ernst Jünger

La figura dell’anarchico ha giocato un ruolo decisivo nella fase precedente i grandi rivolgimenti: senza di lui essi sarebbero impensabili. La sua protesta contro lo Stato e contro le istituzioni viene dal cuore, viene dalle radici, egli esibisce un modello migliore, più giusto, più naturale. Si combatte qui la battaglia preliminare nel corso della quale compaiono poeti di forza più grande, spiriti che si ritirano delusi quando entrano in campo gli esecutori politici.
Ernst Jünger

In fondo tirannide e libertà non possono essere considerate separatamente, anche se dal punto di vista temporale l’una succede all’altra. È giusto dire che la tirannide rimuove e annienta la libertà – anche se non si deve dimenticare che la tirannide è possibile soltanto se la libertà è stata addomesticata e ormai ridotta a vuoto concetto.
Ernst Jünger

La poesia, laddove diventa forte, ristabilisce l’unità. L’albero non simboleggia la vita singola bensì la stirpe. Esso raffigura il genere: i fiori e i frutti che compaiono anno per anno sono gli individui.
Ernst Jünger

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https://www.aforismicelebri.com/storia-e-atrocita/  di Ernst Jünger

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