Aforismi geniali di William Shakespeare

Aforismi geniali di William Shakespeare

Aforismi Geniali di William Shakespeare free-ebook
Aforismi Geniali di William Shakespeare

Aforismi geniali di William Shakespeare a cura di Carl William Brown, e-book gratuito con diversi saggi e una selezione di citazioni in Inglese sul grande bardo. Alla fine del post di presentazione, troverete il libro intero fruibile attraverso il plugin FlipBook 3D, il quale consente di sfogliare immagini, PDF o HTML come un vero e proprio libro. Il plugin può essere utilizzato per riviste dimostrative, libri, cartoline, opuscoli e molto altro in modo naturale. Tuttavia se usate un computer o un tablet con uno schermo grande va benissimo, viceversa se usate uno smartphone, dovete guardarlo in orizzontale o meglio ancora scaricarlo come file e poi leggerlo attraverso un lettore di Pdf. Da precisare anche che con i file AMP il plugin non funziona, per cui o andate sulla pagina originale o scaricate il Pdf da questo link. Grazie per la vostra attenzione e buona lettura.

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La prima edizione di questo libro risale al 2002 e da allora nel mondo dell’editoria parecchie cose sono cambiate, ma non per Shakespeare che continua imperterrito a riscuotere il successo, la stima e l’ammirazione che merita.

I contenuti del testo sono stati ampliati in tutte le varie sezioni, abbiamo quindi più aforismi di Shakespeare in Italiano, più citazioni sul grande bardo in inglese, e più brani tratti dalle opere dell’illustre drammaturgo, inoltre sono stati aggiunti maggiori dettagli sia al saggio introduttivo di presentazione, sia alla questione sulla vera identità del poeta e della reale attribuzione delle sue opere, sia a quello che conclude il libro, sono stati poi inseriti dei links a risorse documentali di grande interesse presenti in rete e infine per rendere esteticamente più carino il tutto sono state aggiunte varie immagini artistiche, sia ispirate dal maestoso influsso avuto dall’immortale autore nel corso dei vari secoli, sia inerenti al contesto storico dell’epoca. 

Cosa dire oggi di Shakespeare e della sua attualità, se non per esempio citare Matthew Arnold che afferma: “Il dialogo della mente con se stessa è cominciato; i problemi moderni si sono presentati; udiamo già i dubbi, vediamo lo scoraggiamento di Amleto e di Faust.” e rendersi così conto che l’opera di questo grande genio non ha tempo, è immortale, e rappresenta al meglio l’inquietudine, l’ambiguità e l’infelicità dell’uomo moderno in tutte le sue sfumature, e così nei suoi sonetti il bene si mescola al male, il bello col deforme, il desiderio con la repulsione, la passione con la vergogna.

Tuttavia non è importante sapere cosa sarebbe oggi Shakespeare se fosse in realtà un nostro contemporaneo, come non è importante chiedersi perché mai dei suoi centocinquantaquattro sonetti i primi centoventisei siano dominati dalla figura di un giovane amico, il “fair friend”, ammaliante figura dell’archetipo androgino, forma originaria dell’essere e specchio di una perfezione edenica, e al centro dei restanti ventotto vi sia invece un’oscura figura femminile, la “dark lady” appunto, la cosa che conta infatti è la maestosità del suo linguaggio poetico, la sua originalità, il magnifico procedere della sua inventiva attraverso tutte le contraddizioni della nostra umanità.

La sua opera rimane così estremamente aperta e anche se tende verso l’esperienza profonda della totalità e dell’immortalità ci fa perdere ogni volta nell’io dei suoi personaggi, sicché non riusciamo mai a sapere in effetti cosa l’autore in realtà pensi e per chi parteggi. Il suo linguaggio comunque attinge a tutti gli aspetti del vivere, spesso compare sotto il provocatorio segno dell’ambiguo, dell’irrisolto, del problematico, e attraverso la drammatica introspezione di alcuni tra i suoi migliori protagonisti, Amleto su tutti, grazie alla sua figuralità ricca di paradossi, giochi di parole e litoti concettuali riesce a scardinare sempre e comunque i capisaldi della referenza più ordinaria e del potere più autoritario e conformista, ed è proprio in questa sua devianza dalla norma che risiede la splendida grandezza immortale della sua arte retorica, stilistica e profondamente umana.

Aforismi geniali di William Shakespeare
Aforismi geniali di William Shakespeare

All men who repeat a line from Shakespeare are William Shakespeare.
Jorge Luis Borges, Labyrinths: Selected Stories and Other Writings

Io considero il genio, in ogni forma, come un tentativo della natura di produrre, tra grandi sacrifici, un prototipo umano migliore, più riuscito, più degno di vivere di quello solito.
Hermann Hesse

Books are Lighthouses erected in the sea of time. Prospero in Shakespeare’s The Tempest.
Alex St. Clair

Theoretically speaking a good reader should also be a good learner, whatever the century and the place!
Carl William Brown

Shakespeare era un uomo solo, con quel tipo di potere che oggi avrebbero un milione di blogger. Libero perché anonimo.
Rhys Ifans

“È dubbio”, ha scritto Samuel Johnson di Shakespeare, “che fra tutti coloro che gli sono succeduti si possan raccogliere più massime di conoscenza teorica, o più regole di pratica prudenza, di quante lui solo ne abbia date al suo paese.
Samuel Johnson

And so, from hour to hour, we ripe and ripe, and then, from hour to hour, we rot and rot; and thereby hangs a tale.
William Shakespeare

The lunatic, the lover and the poet are of imagination all compact and they have such shaping fantasies that apprehend more than cool reason ever comprehends.
William Shakespeare

Since Shakespeare had a feel for revolutionary rhetoric, let’s all cry: “Peace, freedom and liberty!”
Carl William Brown

A quasi 400 anni dalla morte di Shakespeare il culto del bardo non accenna minimamente ad affievolirsi, anzi, Shakespeare è oggi un marchio, un’industria, la “Shakespeare Inc.” come l’ha definita il Time, titolando la copertina “Will Power”. Nel suo nome si vende di tutto: dalle magliette alle tazze, dai mouse-pads ai cavatappi. Per non parlare del turismo shakespeariano che porta introiti notevoli nelle casse del regno unito.

Il nuovo Globe di Londra, modellato sul “suo” teatro seicentesco, è sempre esaurito. “Ma questo mercato globale non intacca per nulla la sua grandezza, non diminuisce il fascino sempre nuovo, la magia – diremmo con Prospero nella Tempesta – che le parole dei suoi testi evocano, un vero universo di parole”. Lo sosteneva appunto Giovanna Franci che insegnava Letterature Anglo-americane all’università di Bologna.

Anni fa, in un libro famoso, Jan Kott parlava di “Shakespeare nostro contemporaneo”. E ancora Bloom lo vede come uno dei fondatori del canone occidentale. Il suo teatro, come forma conoscitiva superiore alle altre, è veramente un teatro-mondo; i suoi testi sono, ancora oggi, copioni di successo per innumerevoli versioni cinematografiche, non solo teatrali. Shakespeare è “il più bravo sceneggiatore del mondo”, come ebbe a dire un produttore di Hollywood, che magicamente si presta a innumerevoli interpretazioni: non uno, ma cento, mille Shakespeare.

Sono solo pochi gli esempi meno tradizionali: il film muto di Svend Gade del 1921 dove una bravissima Asta Nielsen recita la parte di Amleto al femminile; “Un Amleto di meno” di Carmelo Bene, del 1973; “Che cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini, con un Otello recitato dai pupi, del 1967; per finire poi con Anonymous di Roland Emmerich, il regista, e Rhys Ifans, il protagonista. Insomma, per concludere potremmo veramente riscrivere il titolo del più recente film “Shakespeare in love”, di John Madden, del 1998, come “In love with Shakespeare”, un amore ed un’ammirazione per uno dei letterati occidentali più influenti di sempre, destinati a durare nel tempo. (In lingua inglese potete trovare più articoli, saggi e anche un dizionario di citazioni di William Shakespeare nel sito https://www.english-culture.com)