L'Italia in breve. Un libro per tutti. By Carl William Brown
L’Italia in breve. Un libro per tutti. By Carl William Brown

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L’Italia in breve. Un Libro per tutti. Aforismi, citazioni, battute e riflessioni a cura di Carl William Brown.
Tutto il mondo è paese.

Tempo fa uno scrittore che aveva prodotto un romanzo adatto per il mondo del diritto, elogiandolo faceva intendere che il libro avrebbe potuto avere un target di almeno diverse centinaia di migliaia di persone, visto che in Italia solo gli azzeccagarbugli sono 230.000, e lo consigliava appunto a tutti gli avvocati, i magistrati, i giudici, e rispettivi parenti a seguito.

Poco tempo dopo un altro autore che si occupa di arte, avendo scritto un originale saggio storico sugli artefici della materia, sempre valutandolo in maniera assai positiva lo suggeriva a tutti i cultori delle varie discipline artistiche presenti sul nostro territorio, e anche qui, inutile dirlo, la fatica letteraria avrebbe potuto essere di grande interesse per almeno svariate centinaia di migliaia di persone, infatti è risaputo che nella nostra penisola gli artisti sono una componente numerosissima della popolazione.

Orbene, avendo io curato questa raccolta di aforismi, pensieri, citazioni e riflessioni sull’Italia e gli Italiani, da sottolineare che il testo comprende circa 200 aforismi di Carl William Brown e già questo basterebbe per differenziarlo sostanzialmente da tutte le altre raccolte passate, presenti e future sull’argomento, mi sento autorizzato a consigliarlo a quello sparuto gruppetto di diversi milioni di teste di cazzo che animano il nostro bel paese e visto che il testo non è che una metafora della stupidità globale, dato che come ben si sa tutto il mondo è paese, in coscienza mi sento di proporlo almeno anche ad alcuni miliardi di altri simpatici personaggi che popolano, animano ed inquinano il nostro lurido, disincantato e penoso pianeta.
Carl William Brown

PENSIERI INTRODUTTIVI

Un principe italiano del rinascimento, quando il prete che lo assisteva vicino al letto di morte gli chiese se aveva da pentirsi di qualche cosa, gli disse: “Sì, di una: tempo fa ho ricevuto contemporaneamente la visita dell’imperatore e del papa. Io li ho condotti in cima alla mia torre ad osservare il panorama, ma non ho approfittato dell’occasione per buttarli di sotto tutti e due, cosa che mi avrebbe dato una fama immortale”. Questa storiella citata da Bertrand Russell nel suo libro Un’etica per la politica mi è sembrata ottima per iniziare questo libello, sia per sottolineare la genialità di tanti personaggi del nostro paese, sia per richiamarne metaforicamente la grande presenza di potere, di autorità e di stupidità che pervade tutte le varie attività dei suoi più illustri amministratori e che quindi non può fare altro che inquinare drammaticamente tutto il territorio nazionale.
Carl William Brown

In Italia ci sono circa 60 milioni di abitanti e noi sappiamo bene quanto sia alta la percentuale di teste di cazzo presenti sul suolo nazionale. Orbene, in Cina ci sono circa 1,4 miliardi di individui e in India quasi 1,3 miliardi. Mi chiedo quindi, se tutto il mondo è paese, con quante teste di cazzo avremmo più o meno a che fare sul territorio di questo stupido pianeta.
Carl William Brown

L’unico modo per un cervello per non fuggire dall’Italia è quello di studiare la sua stupidità; per questa ricerca la materia prima ed i mezzi non mancano di certo.
Carl William Brown

Non solo moda e cibo. Anche fucili, pistole, bombe, velivoli, mezzi blindati e corazzati. È la nuova frontiera del “Made in Italy”, il record dell’export nazionale: l’Italia ha superato la Russia ed è ora il secondo produttore mondiale di armi, dopo gli Usa. Evidentemente anche il bel paese ha fatto tesoro delle riflessioni del grande bardo (William Shakespeare) che, nel suo Coriolano, affermava appunto che la guerra uccide più cornuti di quanto non la pace generi uomini. E poi ci si riempie tanto la bocca di belle parole come democrazia, libertà, fratellanza, diritti umani, pace nel mondo, e naturalmente la chiesa e il papa soprattutto pregano a più non posso e danno la loro benedizione urbi et orbi, alla faccia di tutti quegli atei polemisti e senza cuore che continuano a sostenere che tutti questi burocrati clericali non fanno una beata minchia, infatti siamo o non siamo tutti figli di Dio e quindi fratelli, ed inoltre non sono le armi le vere responsabili, ma il loro uso improprio, e quindi alla fine della storia non tutto il male viene per nuocere, in quanto non sarebbe così se il male fosse male, e non fosse invece un bene! Ecco dunque la vera “coincidentia oppositorum”, ecco la vera duale e singola verità, ecco la vera divinità, ecco la suprema stupidità.
Carl William Brown

L’Italia sarà anche una piccola nazione, ma in compenso la sua stupidità è molto grande.
Carl William Brown

L’Italia ha un grande appetito, ma pochi denti.
Ottone di Bismarck

Lo Stato evoca sempre più in Italia il participio passato del verbo stare. Sia che si denunci la sua latitanza, sia che si auspichi la sua limitazione, si attribuisce allo Stato un’irreversibile senescenza. Che per i primi coincide con l’immagine di una sua paralisi letale e per i secondi coincide con l’idea di un ingombrante fardello. Ma in entrambi i casi si denuncia la passività di questo grande Fratello a carico. Lo Stato non c’è, ma ci sono i suoi molteplici tentacoli burocratici ed economici, aggiungono altri. Lo Stato non c’è, ma nelle sue stanze in rovina c’è uno sterminato popolo di dipendenti pubblici, milioni di orfani dello Stato a carico della società.
Marcello Veneziani

Stiamo recuperando l’incredulità internazionale.
Altan

Siamo sull’orlo del baratro. Goditi il panorama.
Altan

Forse non ce ne siamo accorti, ma mentre parlavamo di riforme l’Italia se n’è andata.
Marcello Veneziani

Assistiamo ormai da anni al declino della classe politica italiana e purtroppo anche chi si è impegnato per il suo ricambio è stato considerato semplicemente un terrorista e messo in galera, soltanto perché magari aveva ammazzato qualcuno.
Carl William Brown

L’Italia è una Repubblica fondata su 60 milioni di italiani presi quotidianamente per il culo.
Carl William Brown

Non ho mai sofferto di patriottismo, ritenendomi biologicamente apolide non avrei problemi a lasciare questa terra (in tutti i sensi), eppure questa cantilena m’infastidisce, perché la sento da tutta una vita: quando vivevo a Napoli mi dicevano “ma che ci fai a Napoli? Dovresti andare a Roma! Lì c’è più movimento!” Quando mi spostai a Roma, cominciarono a dirmi “ma che ci fai a Roma? Dovresti andare a Milano! Ci sono più possibilità!” Arrivato a Milano, mi suggerirono di lasciare l’Italia; questa storia delle possibilità non la bevo più, diciamo le cose come stanno: la verità è che sto sulle scatole e dicono così per mandarmi fuori dagli zebedei! Se andassi in Germania mi consiglierebbero di spostarmi in Inghilterra, dove mi spedirebbero in Islanda e da lì in un attimo mi ritroverei sul pack della Groenlandia, solo come il testicolo di un monorchide.
Andros

Kennst du das Land wo die Zitronen bluhn? Conosci la terra dove fioriscono i limoni?
Goethe, Wilhelm Meister (“Mignonslied”)

Abbiamo dunque il sospetto che l’enfatizzato ed invocato 1993 di Maastricht non segni per noi la nascita dell’Europa ma la fine dell’Italia. Non c’è bisogno di essere apocalittici per vedere lo spettacolo che si compone davanti ai nostri occhi: non vediamo in giro segnali di gravidanza per una nuova entità politica e culturale, oltre che economica e sociale; vediamo piuttosto, l’agonia di un paese allo sfascio che celebra il suo sfascio, lo inscena e lo rende perfino spettacolare, diventando quasi la fiction di se stesso, la sua rappresentazione televisiva. Si sentono a destra e a manca lunghi sospiri che sembrano un po’ di sollievo per quest’Italia che volge alla fine, e un po’ sembrano rantoli per questa cessazione d’esercizio. C’è chi si richiama all’Europa come un lenzuolo per coprire le miserie pubbliche e le avidità private di un paese; e chi, invece, con quel lenzuolo tenta l’evasione della cittadinanza onerosa di italiano. Un po’ minaccia e un po’ toccasana, l’Europa non appare un entità positiva ma semplicemente una negazione: l’Europa è l’Anti-Italia, così viene concepita dalla gente.
Marcello Veneziani

Non è vero che in Italia non esiste giustizia. E’ invece vero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì al deputato, al ministro, al giornalista, all’avvocato influente. La cosa si può trovare: l’indirizzo è sbagliato.
Giuseppe Prezzolini

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