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Pensieri e riflessioni sulla sofferenza

Pensieri e riflessioni sulla sofferenza

Pensieri e riflessioni sulla sofferenza
Pensieri e riflessioni sulla sofferenza

Pensieri e riflessioni sulla sofferenza,  opinioni, idee, meditazioni, testi brevi filosofici, letterari o estetici di autori famosi sul concetto e l’essenza della sofferenza.

Questa, o discepoli, è la nobile verità del dolore: nascita è dolore, vecchiezza è dolore, malattia è dolore, morte è dolore, essere uniti con quel che non si ama è dolore, esser separati da quel che si ama è dolore, non ottenere quel che si brama è dolore; in breve, i cinque oggetti dell’attaccamento alle forme, alle sensazioni, alle percezioni, alle concezioni e alla coscienza sono dolore. Questo è il dolore […] Questa è la nobile verità dell’origine del dolore: è la sete seminante riesistenza, legata a brama di soddisfazione, qua e là appagantesi; la sete del sesso, la sete dell’essere, la sete del benessere. Questa è l’origine del dolore. Questa è la nobile verità dell’annientamento del dolore: è la completa, totale annichilazione, repulsione, espulsione, distruzione di tale sete appunto. Questo è l’annientamento del dolore. Questa è la nobile verità della via per l’annientamento del dolore: è la nobile, ottuplice via che mena alla fine del dolore, cioè: retta cognizione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retta vita, retto sforzo, retto sapere, retto raccoglimento. Questa è la via per la fine del dolore.
Buddha

A me non piaceva soffrire. Non volevo più neanche un briciolo di sofferenza. Ero davvero stanco di soffrire. Ho sempre sentito che solo con una goccia in più di quella sofferenza avrei sbroccato e sarei stato rinchiuso in manicomio, e non volevo essere rinchiuso in quel posto. Charles Bukowski

Il dolore e la sofferenza sono sempre inflitti da un potere che ci è superiori, perché chiaramente nessuno si sottomette spontaneamente alle tristi entità. verrà dunque anche per voi il giorno in cui finalmente conoscerete cos’è il potere e la stupidità e allora forse capirete perché queste autorità mi siano sempre state così antipatiche. Ma forse voi siete dei masochisti incalliti e allora il mio discorso chiaramente non vale!
Carl William Brown

La disperazione non è mai in definitiva per l’oggetto esterno, ma sempre per noi stessi. Una giovane perde il fidanzato e si dispera. Non è per il fidanzato perduto ma per sé-senza-fidanzato. E così è per tutti i casi di perdita, si tratti di denaro, di potere o di rango sociale. Ciò che non possiamo sopportare, in realtà non è insopportabile in sé. Ciò che non possiamo sopportare è che ci venga strappato via l’oggetto esterno. Rimasti denudati, vediamo l’insopportabile abisso in noi stessi.
S. Kierkegaard

Vieni vieni, disgrazia mia, avvolgimi subito. Sono anni che ti aspetto ma lo sapevo che alla fine saresti venuta. E non ho più la forza di aspettare. Vieni, mondo, concretizzati, percuotimi, battimi, a volte il colpo è più leggero dell’aspettativa del colpo.
D. Grossman

L’individuo arriva alla estrema disperazione non quando soffre senza che lo si possa aiutare, ma quando la sua sofferenza non ha senso.
V. Frankl

L’areté è eccellenza, perché è, in primo grado, realizzazione. Realizzare vuol dire vincere il nemico, dominare la natura, trarsi fuori dalle difficoltà. In questa prospettiva, è segno di virtù essere indomiti dinanzi al dolore, attivi contro di esso. L’areté si sviluppa quindi in uno con l’indigenza e col bisogno, fa costantemente i conti col dolore. Questo è profondamente greco, non potendo, per il greco, la vita essere altro che tessitura di dolore. La pienezza che l’uomo attinge è guadagnata attraverso il periplo della sofferenza, non gli appartiene come stato primordiale.
Salvatore Natoli

Ciò che distingue i grandi scrittori del passato è la grandezza della loro infelicità; la disperazione di Pascal, l’amarezza di La Rochefoucauld, l’ennui di Flaubert, la noia di Leopardi, lo spleen di Baudelaire – ci seducono soltanto quelle verità che sono state estorte sotto tortura mentale. Noi viviamo in un’epoca così disperata che qualsiasi felicità possediamo deve essere tenuta nascosta come una deformità, perché sappiamo – sebbene tutta la nostra natura vi si ribelli – che possiamo creare soltanto grazie a ciò di cui soffriamo.
Cyril Connolly

La vera arte deve deviare dalla norma, dalle ambiguità delle convenzioni ordinarie, dal conformismo dell’umano egoismo. E’ un atto di ribellione, di protesta e di provocazione contro tutte le regole, contro l’autorità del dolore e della sofferenza, contro la stupidità degli abusi, della violenza, dell’ingiustizia, del potere, della vita, della solitudine, della morte!!
Carl William Brown

La sofferenza è multiforme e immortale. Quando un giorno qualche pianeta ridurrà in polvere la Terra, e l’umanità sarà morta nel suo ultimo grido – nell’enorme firmamento si mostrerà solo un altro pianeta, pronto a ospitare l’immortale sofferenza. I martiri avranno cambiato dimora. Questo sarebbe tutto.
Herman Bang

La felicità del tutto, infatti, non riesce a far tacere il dolore. Meno che mai lo possono l’arte che consola, la tecnica che produce, la virtù che amministra. La metis dei greci ha insegnato agli uomini a tessere reti che trattengano il movimento invasivo della sofferenza, senza tuttavia eliminarla. Nulla è sufficiente a sottrarre l’individuo al confronto tragico con il suo limite. La consolazione non è sufficiente a distogliere dal dolore.
Salvatore Natoli

Non ci sono parole che possano alleviare la sofferenza data dalla perdita di una persona cara. Con il cuore colmo di tristezza ci uniamo al vostro infinito dolore. È normale voler sfuggire alle tristezze, alle delusioni e alle sofferenze, ma, per far questo, non tutti i mezzi vanno bene. Siccome non è facile risolvere i problemi che causano quelle sofferenze, molte persone cercano di anestetizzarsi con il tabacco, l’alcool, la droga, le medicine… Questa però non è una buona soluzione. Bisogna accettare di sentire la sofferenza, poiché, se si sa come comprenderla e lavorare con essa, ci permette di evolvere.
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Le società via via si gonfiano sempre più di caos e di stupidità, alla fine poi scoppiano i conflitti e le guerre e così tutti cominciano a gettare legna sul fuoco, le industrie belliche, le diplomazie internazionali e i governi coinvolti, le religioni ed i capi militari e si va avanti a distruggere sino a quando appagati dalle nuove conquiste si ricomincia a costruire. E i morti non sono così altro che leccornie per i vermi, ed il dolore e la sofferenza, nient’altro che un grande spettacolo per un grande osservatore sadico dell’universo.
Carl William Brown

Le provvidenze dell’arte e le risorse della virtù si debbono quindi interpretare come dispositivi pratici ed elaborazioni teoriche attraverso cui l’umanità storica ha cercato di far fronte al dolore in tutte le sue determinazioni, dalla fisicità del male alle volontarie iniquità della specie. Diverse sono le modalità attraverso cui la genialità della specie replica alla sofferenza, e si tempra in essa.
Salvatore Natoli

Sono come l’uccello implume che la serpe insidia e che, con verso disperato, invoca la madre; sono come l’affamato che sogna palazzi tutti d’oro, come il misero che sogna ricchi vestimenti […] Oh, maledetto sia il giorno in cui fui concepito, maledetto il giorno in cui nacqui e quello in cui mi fu porta la mammella.
Arrigo da Settimello

Cerca di non soffrire. Non abbandonarti al piacere di soffrire. Vi è una certa voluttà nella persecuzione e sentirsi vittima di un’ingiustizia è probabilmente uno dei piaceri interiori che più ci inorgoglisce. Prestaci attenzione e non lasciarti cullare da siffatto orgoglio. Cerca di accettare con un po’ di umorismo tutto quello che ti accade. Pensa a come saremmo ridicoli se ci allarmassimo ogni volta che la pioggia ci bagna. Credimi, ciò che ti sta cadendo addosso, per triste che sia, è solo un po’ di pioggia.
Mihail Sebastian

Malattie e sofferenze sono il risultato di un uso sbagliato di energia creativa. Tuttavia sono parte della forza creativa. Non derivano da una fonte diversa da quella di, diciamo, salute e vitalità. La sofferenza non è una cosa buona per l’anima a meno che non vi insegni come riuscire a non soffrire. Questo è il suo scopo.
Jane Roberts

Uno dei tratti dominanti ed insieme più tremendi della sofferenza è dato dal fatto che essa traccia un profondo solco di divisione intorno a chi soffre. In tal modo, il dolore delimita. Il cerchio della sofferenza, in quanto esperienza di una limitazione radicale, è anche esperienza del limite e soprattutto della propria limitazione: la sofferenza è dunque una modalità classica tramite cui si fa esperienza della propria individualità e si conosce l’individuazione come principio e forma dell’esistere e del morire.
Salvatore Natoli

La morte non mi fa paura: non la odio, non mi disgusta, non è, in fondo, cosa che mi riguarda. Ma la sofferenza la odio, e più quella degli altri, uomini o animali, che non la mia. Sono disposto a tutto, a qualunque vigliaccheria, a qualunque eroismo, pur di non far soffrire un essere umano, pur di aiutare un uomo a non soffrire, a morire senza dolore.
Curzio Malaparte

Oh, secondo la mia misera mente terrena, euclidea, so soltanto che la sofferenza esiste, ma che non vi sono colpevoli, che ogni cosa deriva semplicemente e direttamente da un’altra, che tutto scorre e si equilibra, però non sono che scempiaggini euclidee, lo so bene, e non potrò mai rassegnarmi a vivere in base a esse!
Fedor Dostoevskij

La via del dolore consente all’uomo di costituirsi integralmente come individuo per la semplice ragione che nessuno è sostituibile nel proprio dolore così come non lo è nella propria morte. La sofferenza fa apparire con evidenza la propria insostituibilità e perciò la propria individualità… Nel dolore non si è sostituibili perché il dolore è un’anticipazione di morte. La stretta implicazione di dolore e di morte rende i due eventi pressoché interscambiabili: più esattamente, l’esperienza possibile della morte si ha solo attraverso il dolore.
Salvatore Natoli

Nessuna cosa che ci crea dolore, paura, sofferenza, rabbia, frustrazione ci è inferiore, ma al contrario tali grattacapi ci provengono sempre da ciò che ha potere, autorità e che in qualche modo ci impone la sua volontà; ecco il semplice motivo per cui se vogliamo stare meglio, dobbiamo inevitabilmente combattere contro ciò che ha più potere di noi.
Carl William Brown

Che cos’è la sofferenza? Io non sono sicuro di che cosa sia, ma so che la sofferenza è il nome che diamo all’origine di tutti i sospiri, le urla e i gemiti – piccoli e grandi, rozzi e multiformi – che ci affliggono. È una parola che definisce il nostro sguardo ancor più di ciò che stiamo contemplando.
Jonathan Safran Foer

La sofferenza, nella vita, è fonte di creatività. Nella mia chitarra ci sono dolore e strazio: la perdita degli amici, la distruzione della mia casa, della pelle delle mie braccia, stare male come un cane, in crisi di astinenza, senza un posto dove andare, senza niente da mangiare. Una volta che hai messo a fuoco tutto questo, è facile convogliarlo in una buona musica.
John Frusciante

In questo caso la vecchiaia è imparentata al dolore perché deturpa e svilisce, riduce le possibilità di realizzazione, spalanca le porte alla morte e l’invita a venire. L’intimità tra dolore e morte rende i termini quasi convertibili e comunque tocca al dolore la funzione decisiva e veramente insostituibile di far sperimentare agli uomini la morte. Tutto ciò perché il dolore ha contatto con la vita, è morire vivendo: nel dolore la vita e la morte, che sono entità discordi, trovano un accordo e una possibilità di coesistenza. In questo stato la morte non è un qualcosa di astrattamente atteso, ma è continuamente suggerita dalla coazione, dall’impedimento che ogni sofferenza imprime e produce.
Salvatore Natoli

Desideravo soffrire e sono esaudita. Ho sofferto molto, da parecchi giorni. Una mattina, durante il ringraziamento, ho provato come le angosce della morte, e con ciò nessuna consolazione! Accetto tutto per amore del buon Dio, perfino i pensieri stravaganti che mi vengano alla mente e mi danno noia.
Teresa di Lisieux

Chiunque soffre cerca di comunicare la sua sofferenza – sia maltrattando, sia provocando la pietà – per diminuirla; e, così facendo, la diminuisce veramente. Colui che è più in basso d’ogni altro, che nessuno compiange, che non ha la possibilità di maltrattare nessuno (se non ha figli, se non ha nessuno che l’ami), la sofferenza gli rimane dentro e lo avvelena.
Simone Weil

Ci sono persone che hanno sofferto molto e che sembrano possedere una conoscenza dei recessi del sentimento umano irraggiungibili a tutti gli altri. Forse vorrebbero condividerla, ma spesso noi non siamo in grado di ascoltare.
Jeffrey Moussaieff Masson

E la morte è sempre e solamente mia. Il cerchio di solitudine si rafforza da sé poiché da un lato il dolore rende oggettivamente estranei, dall’altro è il sofferente che si rende estraneo al mondo a cagione del suo dolore. Solitudine e sofferenza entrano l’una nell’altra al modo di un circolo vizioso. Il dolore è quindi caratterizzato da una doppia solitudine: quella oggettiva che restringe, per il sofferente, lo spazio del mondo; quella soggettiva che incentiva il sofferente a ritrarsi dal mondo. Verso dove? Verso la sua destinazione naturale, la morte.
Salvatore Natoli

Noi che viviamo in questo carcere, nella cui vita non esistono fatti ma dolore, dobbiamo misurare il tempo con i palpiti della sofferenza, e il ricordo dei momenti amari. Non abbiamo altro a cui pensare. La sofferenza… è il nostro modo d’esistere, poiché è l’unico modo a nostra disposizione per diventare consapevoli della vita; il ricordo di quanto abbiamo sofferto nel passato ci è necessario come la garanzia, la testimonianza della nostra identità.
Oscar Wilde

Non voglio credere che la sofferenza santifichi e che le sconfitte siano necessarie. Perché dobbiamo avvicinarci alla verità solo pieni di piaghe? Perché dobbiamo essere sbranati da un’aquila per imparare ad avere coraggio? Perché la felicità non ci può insegnare quello che la sofferenza ci insegna? Non esiste una strada verso l’arte e verso noi stessi che non passi attraverso l’inferno? Dobbiamo aver paura della felicità, se vogliamo raggiungere il proprio apice interiore? No, non voglio giungere a questa conclusione, indipendentemente da quanti argomenti porterebbero a suo favore. La grandezza di un martire non si misura in base alle sofferenze sopportate, ma in base alla sua fede.
Octavian Paler

A chi parlerò oggi? I fratelli sono cattivi, gli amici di oggi non possono essere amati. A chi parlerò oggi? i cuori sono rapaci ognuno prende i beni del compagno. A chi parlerò oggi? La gentilezza è perita, la violenza si abbatte su ognuno. A chi parlerò oggi? Si è soddisfatti del male, il bene è buttato a terra dovunque. A chi parlerò oggi? Un uomo che dovrebbe far adirare per le sue azioni malvage, fa ridere tutti per il suo iniquo peccato. A chi parlerò oggi? Si depreda, ognuno deruba il suo compagno. A chi parlerò oggi? Il criminale è un amico intimo, il fratello insieme al quale si agiva è divenuto un nemico A chi parlerò oggi?
Dal Papiro di Berlino 7024

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