Emergenze sanitarie in Italia
Emergenze sanitarie in Italia

Licenziamento e altri guai per i lavoratori che hanno denunciato carenze nella gestione Covid. Molti operatori sanitari che hanno segnalato le condizioni disastrose delle Rsa e delle strutture destinate ai malati di Covid-19 sono stati ricompensati con la perdita del lavoro, censure, trasferimenti, ferie forzate. Eppure una legge del 2017, ribadita da una direttiva Ue di sei mesi fa, avrebbe dovuto proteggerli, ma qui siamo in Italia dove come si sà vige il grande potere dell’autorità dei governi della stupidità.
Carl William Brown

La salute sarà destinata solo a chi può permettersi di pagarla, mentre la sanità (ben altra cosa) resterà disponibile per tutti gli altri.
P.C. Ferraris

Grazie alla burocrazia in Italia per ottenere un reagente, una sostanza che consumiamo ogni giorno per proseguire nelle ricerche, servono tre mesi, mentre negli Stati Uniti arriva il giorno dopo!
Barbara Ensoli

A questi miseri apprendisti dei becchini vorrei solo ricordare quello che diceva il grande Ionesco: “Un medico coscienzioso deve morire con il malato, se non possono guarire insieme.”
Carl William Brown

La medicina sponsorizzata condiziona i medici di base, primi attori del consumo di farmaci, ma prima di loro condiziona gli interessi di ricercatori e clinici nelle Accademie di tutto il mondo.
P.C. Ferraris

L’industria farmaceutica investe soltanto un 20% del fatturato in ricerca. Tra il 30% e il 39% degli investimenti è invece destinato a iniziative di lobby sul mondo politico o sanitario. C’è inoltre da aggiungere che intere fasi della stessa ricerca, che garantirà poi un profitto privato, vengono condotte nelle strutture pubbliche, a spese dello stato!
Vittorio Agnoletto

Oggigiorno ammalarsi è un lusso e ben presto grazie al nostro Welfare State potranno curarsi solo i medici, gli avvocati, i commercialisti, gli industriali, i politici, i burocrati, gli artisti, gli sportivi di successo. Al popolo comunque resterà pur sempre il rimedio più antico e naturale, la morte.
Carl William Brown

Sono 2.873 i morti “ufficiali” da coronavirus in provincia di Brescia al 6 settembre scorso: di questi, 633 sono morti tra le mura di casa senza cure adeguate, senza vedere alcun medico, soprattutto di famiglia.
Carl William Brown

Le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 in Lombardia sono 18.779, pari al 36% del dato nazionale (in linea con il totale dei contagi): quelle con esito mortale sono 129, pari al 42,6% del totale italiano (anche questo in linea con le statistiche). Lo riferisce la Cgil, che ha reso noti i dati elaborati dall’Inail e aggiornati alla fine di agosto: nell’ultimo mese preso in esame le infezioni di origine professionale sono 323 in più.
Carl William Brown

Ultime notizie. Proprio in questi giorni (05/06/2020) sono stati perquisiti una trentina di obiettivi tra ospedali, ASL, aziende e abitazioni private a Torino, e nelle province di Alessandria e Novara. L’indagine riguarda gare d’appalto truccate e ipotesi di corruzione all’interno della sanità piemontese. Gli indagati sono 19 persone.

Sono anni che mi occupo di testi sulla medicina, la sanità, le malattie, i medici, la salute, la stupidità, il potere, l’autorità e naturalmente la morte. Tra i miei tanti scritti e gli oltre 10.000 aforismi ve ne sono anche parecchi su questi argomenti, tanto è vero che nei primi anni del 2000 avevo pubblicato online il testo Ars Longa, Vita Brevis, aforismi sulla salute, la malattia i medici e la morte. Nel corso degli anni avevo approfondito l’argomento e raccolto ulteriore materiale che era confluito in un libro molto più corposo del precedente e che avrei voluto pubblicare.

Poi nel 2012 è venuto a mancare mio padre, e proprio nello stesso periodo la malattia di mia madre (Parkinson) si è aggravata costringendomi ed impegnandomi in un tour de force per assisterla che dura oramai da più di dieci anni. Naturalmente non faccio tutto da solo, ma ho una badante, per non dire due, e poi ovviamente ho anche da portare avanti le mie altre attività, compresa la mia professione di insegnate e così il libro non è più stato reso pubblico, non dico pubblicato, perché nel frattempo ho cambiato la mia strategia editoriale, e sono tornato alle origini del copyleft, per cui tutto gratuito, tutto online, e niente più editori, né distributori, per qualsiasi testo, saggio, articolo o aforisma che abbia scritto.

Tuttavia nel frattempo sono andato avanti con i miei siti, i miei blogs, le mie pagine sui socials e infine è arrivato il coronavirus, e allora mi sono detto, è ora che ricominci a pubblicare un po’ di materiale su questi spinosi argomenti, che non danno solo l’occasione di parlare di medicina, di dottori, di scienza, di ricerca, di farmaci, di industrie, e chi più ne ha più ne metta, ma anche ovviamente di analizzare l’imbecillità della specie umana e di chi la amministra, la governa, la sfrutta, la umilia e la rende ahimè una realtà triste, tragica e sofferente.

La stupidità della politica e dell’economia e di chi ovviamente governa la nostra società, impoverendola mentre si arricchisce, ha fatto sì che in dieci anni venissero tagliati ben 37 miliardi alla sanità pubblica; che si perdessero ben 70mila posti letto e che venissero chiusi circa 359 reparti ospedalieri. Le cose sono sempre andate peggiorando, e con l’arrivo di questa pandemia, il sistema sanitario e la nostra comunità ci hanno messo di fronte ad una drammatica realtà, che ci obbliga ad alcune penose riflessioni. I dati OCSE aggiornati al luglio 2019 dimostrano che l’Italia si attesta sotto la media, sia per la spesa sanitaria totale, sia per quella pubblica, precedendo solo i paesi dell’Europa orientale oltre a Spagna, Portogallo e Grecia, con il risultato che oggi siamo arrivati in Italia a 3,2 posti letto per mille abitanti, menttre la Francia ne ha 6, e la Germania 8.

I responsabili di questo dissesto, quindi, hanno un nome e un cognome e sono coloro che hanno approvato, firmato e permesso un taglio complessivo di 0,4 punti percentuali del Pil nazionale in dieci anni alla sanità pubblica sia sotto forma di riduzione del budget sia per mancata erogazione di fondi promessi e mai stanziati. I numeri sono impressionanti. Sotto il governo guidato da Mario Monti tra il 2012 e il 2013 sono stati promessi alla sanità 8 miliardi di euro mai erogati. Con la finanziaria del 2014 – a Palazzo Chigi sedeva Enrico Letta – sono spariti 8,4 miliardi di euro. Matteo Renzi nel triennio successivo (2015-2017) è riuscito a negare al Ssn 16,6 miliardi di euro, anche in questo caso i fondi erano previsti, ma non sono mai stati erogati. Con la finanziaria del 2018 Paolo Gentiloni ha seguito il copione dei suoi predecessori e a ospedali e strutture sanitarie nazionali non sono stati dati 3,3 miliardi di euro e solo pochi mesi fa con la Finanziaria 2019 Giuseppe Conte ha chiuso il cerchio con un taglio di 0,6 miliardi.

Pandemia sanitaria in Italia
Pandemia sanitaria in Italia

Se poi passiamo alla situazione dell’assistenza ai cittadini sul territorio attraverso i medici di famiglia, le cose non migliorano di certo, e qui si potrebbero scrivere interi capitoli di aneddoti e di misfatti vari, ma ovviamente per il momento ci asteniamo dal farlo. Ricordiamo tuttavia che nel 2016 si potevano trovare su Internet, informazioni di questo tipo riguardo il futuro dei medici di famiglia. I testi ci ammonivano dicendoci che entro sette anni 20 milioni di italiani avrebbero potuto rimanere senza il proprio dottore di fiducia, per varie motivazioni che lascio immaginare alla vostra fantasia. Un fenomeno diffuso in tutta Italia, anche se i numeri sono più allarmanti al Nord. In Piemonte, ad esempio, nei prossimi sette anni lasceranno lo studio 1173 medici di famiglia, in Lombardia 2776, in Veneto 1600, in Liguria 527, in Toscana 1077. Sempre in questi articoli si poteva appunto leggere la previsione che dal 2017 al 2023 sarebbero andati in quiescenza 21.700 medici di famiglia, infatti le Regioni che programmano l’accesso alla professione non vanno oltre i 900 borsisti l’anno, mentre le uscite marciano al ritmo più che triplo: oltre tremila camici bianchi ogni dodici mesi.

E veniamo ora ai giorni nostri e riportiamo per il beneficio di tutti alcune riflessioni su quanto è accaduto a causa di questa terribile emergenza sanitaria. Coronavirus in Italia: 233.836 casi positivi e 33.601 morti. Il bollettino del 3 giugno.

Anche in quest’epoca di pandemia, ovvero persino nei momenti più difficili, l’Italia non si smentisce mai, e dimostra come la sua profonda cultura sia profondamente radicata nella commedia dell’arte e nella speranza di una miracolosa soluzione a tutte le nostre sfortune. Guidati da politici, amministratori e governatori sempre più incompetenti la nostra risposta alla contagiosità del male ben si racchiude nell’imbecillità di queste affermazioni, naturalmente fortemente condivise da tutto il popolo beota, ovvero: “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci domani.” e ancora “Fermiamoci oggi per correre più veloci domani.”, sempre ovviamente consapevoli che “Andrà tutto Bene.” e che “Restare in casa è un atto d’amore.” così come dovrebbe essere un atto d’amore l’intervento salvifico delle nostre fogne bancarie.

Risultato i casi confermati in Italia sono più di 233.836, mentre i decessi sono circa 33.600, ovviamente quelli ufficiali, perché in realtà quelli reali saranno ben molti di più. In effetti dicono di essersi resi conto di aver sottovalutato questo virus e di non essere intervenuti adeguatamente con la necessaria celerità, peccato però che ancora non si sono resi conto della propria disastrosa e banale, ma al tempo stesso, tragica superficialità.

Contemporaneamente la Germania del vecchio Lutero, abituata ad una cultura protestante che conosce perfettamente il valore e l’importanza del tempo, abbinati ad un profondo senso di seria e rigorosa responsabilità, supportata logicamente da un’immensa e artistica pragmaticità, ha dimostrato ancora una volta che la cosa importante è agire con cognizione di causa, e non continuar a parlare a vanvera come avviene nel nostro dannato bel paese, così a fronte di ben oltre 185.000 casi ha avuto solo 8.680 decessi. Una bella differenza, ma cosa volete mai, qui da noi andrà tutto bene, nel senso più che mai metaforico che quelli che non ci sono più, sono ovviamente passati a miglior vita, perché in fondo si sa sin troppo bene che la morte ci libera agevolmente da tutti i mali. Quindi in parole povere, non siamo secondi a nessuno, soprattutto in materia di umana stupidità.

Medici di famiglia in Italia
Medici di famiglia in Italia

E non è finta qui ovviamente. Il Covid ha infatti paralizzato gli ospedali e sono ben 400 mila le persone che attendono di essere curate per le numerose patologie che assillano la nostra società. Ora si rischiano ulteriori 20 mila morti. Questo è l’allarme dei medici i quali denunciano che serviranno mesi per smaltire le liste d’attesa e quindi i decessi potrebbero facilmente triplicare, dato che durante la pandemia tutte le visite e le operazioni sono state rinviate.

La diffusione del coronavirus sul territorio nazionale ha costretto le strutture sanitarie a convertire una percentuale dei posti letto destinandoli a reparto terapia intensiva e sub intensiva. Purtroppo, le altre malattie non sono infatti andate in pensione o in vacanza, e le urgenze continuano ad esserci, seppur in modo minore. Naturalmente per le cose non troppo gravi, c’è tempo, e per spiegare lo stato dell’arte dell’assistenza sanitaria in Lombardia, e nel caso specifico nella provioncia di Brescia, riporto questo sintomatico aneddoto.

Io dovevo fare una visita endocrinologica a maggio del 2020, mi era stata programmata nel 2019, a gennaio. Avrei dovuto fare una serie di esami entro Gennaio del 2020, ma non stato rapido a sufficienza, e così la ricetta che notoriamente ha la validità di un anno è scaduta. Per fortuna, anche a causa dell’epidemia mi telefona la segretaria della dottoressa e mi comunica che la mia visita di maggio è stata rimandata, o sospesa, per essere più precisi, tuttavia avrei potuto inviare gli esami e questi sarebbero stati analizzati. In ogni caso non ci sono problemi e per farla breve mi dice che mi hanno già fissato un altro appuntamento per il 31 di agosto del 2021, naturalmente dovrò andare dal mio medico di famiglia, farmi fare le impegnative per gli esami e la visita e voilà il gioco è fatto.

Ritorniamo dunque ai medici di famiglia, la maggior parte dei quali ha svolto un importante e fondamentale ruolo telefonico di supporto durante i tragici mesi dell’emergenza da coronavirus. Ma ora per fortuna sono ritornati in piena attività. Dall’articolo di un giornale nazionale apprendo infatti che dai medici di famiglia sono tornati i pazienti “normali”. Gli studi stanno riprendendo l’aspetto dei tempi pre-Covid. “Visitiamo malati con diabete, scompenso cardiaco e altre patologie croniche.” Così si legge nel testo.

Situazione sanitaria in Italia
Situazione sanitaria in Italia

La prima riflessione riguarda l’uso del verbo “visitare”. Posso dire che a mia memoria e da quello che nella realtà avviene, cosa del resto di dominio pubblico, è assai raro, se non rarissimo, per non dire un evento a dir poco miracoloso che un medico di famiglia visiti i propri pazienti, di solito si limita ad ascoltarli, perché si sa, la parola ha un grande potere terapeutico. Continuando in questa mia breve analisi, posso aggiungere che è un vero peccato però, che purtroppo non sia ancora dappertutto così.

Per quanto riguarda i cinque medici di famiglia dei miei parenti e amici più stretti, posso dire infatti che nessuno di questi missionari del camice bianco riceve di persona i propri pazienti, ma ancora si limita a consulenze (parola che riveste sempre un certo peso e che va presa con le dovute precauzioni) telefoniche e questo a maggior ragione vale anche per la prescrizione di ricette. E’ pur vero che siamo a Brescia, una delle città più colpite dall’epidemia, tuttavia tale prassi non mi sembra effettivamente la più corretta interpretazione della propria professione, soprattutto per quanto riguarda la cura in senso lato dei propri pazienti, ma forse questo è un dettaglio trascurabile, visto l’organizzazione della sanità in questa regione, nel resto d’Italia e in varie altre parti del mondo.

P.S. Mentre attendiamo l’istituzione dell’infermiere di famiglia, figura penso alquanto mitica quanto quella del poliziotto di quartiere, vorrei aggiungere che da quanto mi risulta solo pochi medici di famiglia durante l’epidemia si degnavano di andare a visitare i propri malati (già questa procedura era assai rara in tempi non sospetti, figuriamoci nel periodo di massima diffusione del tremendo virus), troppo rischioso naturalmente, meglio intervenire attraverso lo smart working, come suggeriva del resto il nostro attento presidente del consiglio. E qui voi direte, in questo caso allora trattasi di telemedicina, eh no, la cosa è ancora troppo futuristica, per il momento limitiamoci al caro vecchio telefono, e nei casi più tecnologici all’uso della posta elettronica.

Emergenze sanitarie in Italia ultima modifica: 2020-06-03T19:56:35+00:00 da Carl William Brown