L'Italia in breve libro e ebook quarta di copertina
L’Italia in breve libro e ebook quarta di copertina

linedividerSiamo sull’orlo del baratro. Goditi il panorama.
Altan

L’Italia è una Repubblica fondata su 60 milioni di italiani presi quotidianamente per il culo.
Carl William Brown

Forse non ce ne siamo accorti, ma mentre parlavamo di riforme l’Italia se n’è andata.
Marcello Veneziani

L’Italia sarà anche una piccola nazione, ma in compenso la sua stupidità è molto grande.
Carl William Brown

Assistiamo ormai da anni al declino della classe politica italiana e purtroppo anche chi si è impegnato per il suo ricambio è stato considerato semplicemente un terrorista e messo in galera, soltanto perché magari aveva ammazzato qualcuno.
Carl William Brown

Non solo moda e cibo. Anche fucili, pistole, bombe, velivoli, mezzi blindati e corazzati. È la nuova frontiera del “Made in Italy”, il record dell’export nazionale: l’Italia ha superato la Russia ed è ora il secondo produttore mondiale di armi, dopo gli Usa. Evidentemente anche il bel paese ha fatto tesoro delle riflessioni del grande bardo (William Shakespeare) che, nel suo Coriolano, affermava appunto che la guerra uccide più cornuti di quanto non la pace generi uomini.

E poi ci si riempie tanto la bocca di belle parole come democrazia, libertà, fratellanza, diritti umani, pace nel mondo, e naturalmente la chiesa e il papa soprattutto pregano a più non posso e danno la loro benedizione urbi et orbi, alla faccia di tutti quegli atei polemisti e senza cuore che continuano a sostenere che tutti questi burocrati clericali non fanno una beata minchia, infatti siamo o non siamo tutti figli di Dio e quindi fratelli, ed inoltre non sono le armi le vere responsabili, ma il loro uso improprio, e quindi alla fine della storia non tutto il male viene per nuocere, in quanto non sarebbe così se il male fosse male, e non fosse invece un bene!

Ecco dunque la vera “coincidentia oppositorum”, ecco la vera duale e singola verità, ecco la vera divinità, ecco la suprema stupidità.
Carl William Brown

Introduzione

Da sempre mi ritengo un personaggio apolide e di natura anarchica, tuttavia essendo di madrelingua italiana ed essendo la nostra patria una fonte inesauribile di materiale per ogni studioso della stupidità, consapevole della grandezza maturata dall’Italia nelle varie epoche, e della sua odierna decadenza, ho pensato bene di dedicargli questa raccolta di massime, di pensieri, di riflessioni, di citazioni e di aforismi. L’idea mi è venuta alcuni giorni fa, mentre stavo aggiornando e mettendo un po’ in ordine il mio sito, mi sono accorto che vi era solo una pagina dedicata agli aforismi e alle battute sull’Italia e gli italiani nella sezione umoristica del nostro Daimon Club (www.daimon.org), mentre mancava invece una raccolta un po’ più seria sullo stesso argomento nella Daimon Library. Evidentemente all’epoca avevo ritenuto più indicato fare solo una pagina divertente sulla tematica, ma visto che le cose sono sempre andate peggiorando e sdrammatizzare solo con i frizzi e i lazzi non basta, mi sono deciso a porre rimedio. Così ho iniziato a mettere insieme gli aforismi che avevo scritto nel corso degli anni su questa tematica e poiché ho constatato che il loro numero era piuttosto cospicuo, ho deciso di metterli assieme ai pensierini degli altri autori, di diverse epoche e di diversa estrazione sociale e letteraria e farne un e-book, con una piccola introduzione, da distribuire anche gratuitamente, perché la cosa importante per le idee è che si diffondano, ovvero che vengano rese pubbliche, vale a dire pubblicate e divulgate, senza pensare solo ed esclusivamente al ritorno economico che ne possiamo ottenere.

In fondo poi tutto il mondo è paese, anche perché oramai di italiani veri e propri non ce ne sono più e magari non ci sono mai stati, infatti tutte le popolazioni sono sempre frutto di contaminazioni etniche e di intrecci culturali e antropologici, poi col tempo vengono identificate con la zona geografica, la lingua, gli usi e i costumi che le contraddistinguono, ma solo dopo molti anni di sedimentazione e di amalgama; inoltre questo discorso poteva andar bene quando i viaggi e gli spostamenti erano più difficili, ma ora che il mondo è quasi completamente globalizzato non ha più molto senso parlare di italianità, quando tra un po’ di anni, gli abitanti che popoleranno la vecchia penisola saranno tutti di origini diverse e forse non parleranno più nemmeno l’italiano; ecco perché in questo librettino non potevano di certo mancare le citazioni in inglese, lingua ormai quasi globale e che dovrebbe appunto essere adottata e impiegata sempre più universalmente proprio come mezzo di coesione e di integrazione tra tutte le varie etnie del globo. Da notare inoltre che l’italiano è il primo discendente del latino, un idioma che in un modo o nell’altro, per influsso diretto o per mezzo del francese ed ora dello spagnolo, ha dato circa un buon 70 per cento di vocaboli alla lingua inglese, e solo questo basterebbe per far capire come la nostra cultura abbia grandemente influenzato prima tutta l’Europa ed in seguito anche tutto il mondo.

Questo libretto è dunque in primo luogo dedicato a tutti gli italiani che sanno ancora resistere, criticare, indignarsi per lo stato di tremenda anestesia in cui versa il nostro paese, ma al tempo stesso è anche pensato per tutti i vari amanti del genere aforistico e delle riflessioni brevi. Essendone io il curatore, lo stile come al solito ne risulta irriverente, ironico, umoristico, irrispettoso, impertinente, sarcastico, e talvolta anche volutamente un po’ profanatorio, inoltre la forma dell’e-book, al contrario di quello che accade per i siti tradizionali, vi permetterà di trovare tutto il materiale ben confezionato, comodamente e facilmente consultabile su qualsiasi supporto, senza la noiosa e insulsa pubblicità che dovreste sorbirvi navigando in Internet o nelle varie applicazioni create ad hoc per cercare appunto di fare due soldi. È anche un modo per farmi un po’ di pubblicità, visto che nonostante la mia vasta produzione ed il mio impegno in rete, sia più facile trovare degli studiosi che si occupano degli autori di aforismi dell’Amazzonia che non di quelli indigeni per l’appunto, senza parlare poi degli editori, che sono sempre solo e troppo interessati al guadagno, per poter pensare anche ad altro. Essendo poi il testo in formato anche digitale spero possa avere una vasta diffusione, perché in teoria potrebbe interessare a tutti gli abitanti della nostra penisola, ma anche a tutti i suoi potenziali visitatori stranieri, siano essi turisti o, come accade sempre più spesso, immigrati in cerca di fortuna.

Un altro aspetto fondamentale di questa raccolta è che, proprio per venire incontro e uniformarsi alla surrealità e al caos della realtà, le citazioni raccolte non sono né in ordine alfabetico, né in ordine cronologico, né peggio che andar di notte con un insensato e ridicolo numero che le preceda e cosa più importante si nomina solo l’autore, senza riportare l’eventuale testo in cui la frase era originariamente inserita e questo proprio perché gli aforismi devono aiutare a riflettere al di là del tempo, dello spazio, dei libri, e dell’autorità o meno del loro contesto, le idee infatti devono muoversi liberamente nella testa del lettore, così come pure in quella dello scrittore che le coltiva e gli offre una forma più o meno divertente, più o meno moraleggiante, critica, satirica, ammonitrice o metaforica. In fondo poi le raccolte di massime non sono saggi accademici dove viene citata la fonte completa, con l’anno di pubblicazione, la casa editrice, l’autore, la pagina, ecc. ecc., ma sono appunto pensieri e riflessioni che devono essere agili, veloci, pungenti e completamente e anarchicamente liberi di compiere la loro missione, poi chi vorrà eventualmente approfondire le notizie su un autore e la sua produzione o un personaggio e le sue avventure potrà sempre farlo in un secondo momento, anche perché viceversa servirebbero anche un minimo di notizie biografiche, e allora la semplice antologia di pensierini diventerebbe quasi una noiosa enciclopedia, le cui informazioni ormai non interesserebbero più nessuno, in fondo l’universo non sa neppure che esistiamo, quindi dobbiamo rilassarci un po’ di più, e non intestardirci troppo su cose che in fondo non sono utili per il nostro benessere e anzi in modi più o meno occulti lo peggiorano, si vedano per esempio tutte le stupide leggi che vengono elaborate nelle varie nazioni, Italia in testa, compreso appunto quella meno letteraria, pedagogica e filantropica del diritto d’autore. Inoltre, “last, but not least”, poiché il gentile pubblico sembra essere più interessato alle varie pillole narrative che non ai loro autori, si è pensato bene di non tediarli troppo con un’inutile enfasi appunto su chi le ha composte, anche perché, come tutte le opere della letteratura, queste diventano le vere protagoniste nella mente dei lettori, quando questi leggendole le portano a nuova vita, le interpretano e le animano, le approvano, le criticano, le amano o le disprezzano.

Tempo fa uno scrittore che aveva prodotto un romanzo adatto per il mondo del diritto, elogiandolo faceva intendere che il libro avrebbe potuto avere un target di almeno diverse centinaia di migliaia di persone, visto che in Italia solo gli azzeccagarbugli sono 230.000, e lo consigliava appunto a tutti gli avvocati, i magistrati, i giudici, e rispettivi parenti a seguito. Poco tempo dopo un altro autore che si occupa di arte, avendo scritto un originale saggio storico sugli artefici della materia, sempre valutandolo in maniera assai positiva lo suggeriva a tutti i cultori delle varie discipline artistiche presenti sul nostro territorio, e anche qui, inutile dirlo, la fatica letteraria avrebbe potuto essere di grande interesse per almeno svariate centinaia di migliaia di persone, infatti è risaputo che nella nostra penisola gli artisti sono una componente numerosissima della popolazione. Orbene, avendo io curato questa raccolta di aforismi, pensieri, citazioni e riflessioni sull’Italia e gli Italiani, da sottolineare che il testo comprende circa 200 aforismi di Carl William Brown e già questo basterebbe per differenziarlo sostanzialmente da tutte le altre raccolte passate, presenti e future sull’argomento, mi sento autorizzato a consigliarlo a quello sparuto gruppetto di diversi milioni di teste di cazzo che animano il nostro bel paese e visto che il testo non è che una metafora della stupidità globale, dato che come ben si sa tutto il mondo è paese, in coscienza mi sento di proporlo almeno anche ad alcuni miliardi di altri simpatici personaggi che popolano, animano ed inquinano il nostro lurido, disincantato e penoso pianeta.

Per concludere questa prefazione c’è da aggiungere che in questo libro non troverete molto né dei maledetti toscani, né dei benedetti italiani, ma vi potrete divertire affrontando la metafora della stupidità del pianeta e perché no, anche dell’universo, vale a dire l’Italia e i suoi abitanti, ormai cittadini del mondo a pieno titolo.
Se poi volete invece dare un’occhiata a dei ritratti italiani, o ai cari fratelli d’Italia, beh, allora magari vi consiglio un grande scrittore, un certo Arbasino, che io non ho mai letto se non nelle interviste sui giornali, e lì potrete godere delle descrizioni dei grandi personaggi che hanno contribuito a rendere l’Italia famosa nel mondo, gente come Agnelli, Calvino, Fellini, Moravia, Pasolini e via dicendo.

Carl William Brown

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