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Gli insegnamenti di Socrate

Gli insegnamenti di Socrate

Gli insegnamenti di Socrate
Gli insegnamenti di Socrate

Gli insegnamenti di Socrate. Le vicende della sua vita sono così concatenate al suo pensiero, che è difficile distinguerle da esso. Figlio dello scultore Sofronisco e della levatrice Fenarete, Socrate (469-399 a.C.) visse tra l’epoca più fiorente di Atene e la sua decadenza. Non abbandonò mai la sua città e non mancò di adempiere ai suoi doveri di cittadino, ma si tenne lontano da tutte quelle forme di conquiste materiali che avrebbero potuto rendergli la vita più agiata. Esempio di onestà e temperanza non accettò mai di essere maestro stipendiato, visse povero tra gli amici per dedicarsi liberamente alla ricerca interiore, disinteressandosi delle indagini fisiche dei filosofi precedenti e rivolgendo la sua attenzione al problema morale.

Accusato di empietà e corruzione dei giovani, fece in tribunale la sua autodifesa con l’apologia della propria vita, tutta spesa nella missione di guidare al bene i suoi concittadini. La sua morte ed il suo comportamento in carcere, mentre circondano di viva luce questo primo martire della libertà del pensiero, gettano un’ombra di ignominia sulla classe politica che lo ha condannato. Socrate era convinto che lo studio dell’uomo potesse portare a soluzioni costruttive, e dedicò tutta la sua esistenza a ripristinare la fiducia, anzi la fede, in quegli stessi valori umani che l’azione corrosiva desi sofisti aveva sovvertiti. Estremo fautore della ricerca interiore, fece suo il motto di Delfo, conosci te stesso, e cercò in ogni modo, attraverso l’educazione del prossimo di diffondere il concetto dell’autoconsapevolezza.

Socrate rivolgeva ai suoi interlocutori una serie di domande, di fronte alle quali essi erano costretti a liberarsi di quelle opinioni su cui fondavano la loro presunzione di sapere, acuistando così coscienza della propria ignoranza. Ed è il primo risultato che ottiene con la sua sottile, bonaria ironia. A questo momento critico distruttivo, faceva seguire la propria critica costruttiva. Così attraverso la maieutica (in greco l’arte ostreticia) e la metodologia della dotta ignoranza Socrate aiutava i suoi discepoli a venire ad una nuova luce, a rinascere.

La scoperta del concetto è il grande apporto di Socrate allo sviluppo del pensiero filosofico. Socrate sostenne poi che il bene è una realtà assoluta ed universale, che non può variare secondo il punto di vista dei singoli. Il bene è una verità, vero e bene si identificano, il bene è scienza. C’è inoltre uno stretta identità tra la virtù e la felicità (eudemonismo). Colui che opera virtuosamente è in continuo accordo co se stesso e trae dalla sua condotta un appagamento intimo che rappresenta la felicità somma, di fronte alla quale tutte le attrattive terrestri perdono ogni valore ed ogni significato.

Socrate è sempre animato dalla convinzione di assolvere una missione affidatagli dalla divinità. Afferma la razionalizzazione della morale, se conoscere il bene equivale a farlo; ma la sua critica doveva apparire ben pericolosa alla mentalità formalistica, ipocrita e conservatrice dei governanti dell’epoca, che non esitarono appunto ad accusarlo di corrompere la gioventù. Condannato sotto la duplice accusa di negare gli Dei e corrompere i giovani, attese a lungo in carcere l’esecuzione della sentenza. Per coerenza con sé stesso rifiutò l’occasione della fuga offertagli dai suoi discepoli, trascorrendo serenamente con loro tutte le ore della sua prigionia fino all’ultima. Altamente poetica è la descrizione della sua morte, nelle ultime pagine del Fedone di Platone, mentre aspettando la fine conversava sul tema dell’immortalità dell’anima. La fedeltà alla voce del dovere e del bene, sentita intensamente fino al limite estremo, costiuitsce il capitolo più bello della sua esistenza. Per questo gli esponenti della prima Patristica riconobbero in Socrate un precursore non cristiano del Cristianesimo, ispirato dal dono divino della ragione naturale. Ciò si manifestò nella sua scienza etica e nel suo martirio.

Per Socrate la morale diventa dunque una sorta di religione, di insieme di regole auree da seguire legandole con l’amore, infatti, per l’autore greco l’amore era non solo il sentimento che univa gli esseri umani tra di loro, ma anche l’amore per la conoscenza e per il sapere, e di questi argomenti perciò parlava sempre con i suoi discepoli, poiché egli credeva in una vita giusta e buona. Socrate non ci ha lasciato nulla di scritto, avendo sempre scelto, per la diffusione del suo pensiero, il contatto immediato attraverso il dialogo. Il suo profondo insegnamento ci è stato tramandato dalle ricostruzioni che ne hanno fatto i suoi maggiori discepoli, Senofonte nei Memorabili, Platone nei Dialoghi, integrate da alcune notizie pervenuteci da Aristotele, da Diogene Laerzio, da Plutarco, e da Isocrate; ed è proprio attraverso le citazioni di questi autori relative al grande maestro che possiamo capire un po’ di più la grandezza dei suoi insegnamenti.

Socrate diceva che il compito dell’uomo è la cura dell’anima: la psicoterapia, potremmo dire. Che poi oggi l’anima venga interpretata in un altro senso, questo è relativamente importante. Socrate per esempio non si pronunciava sull’immortalità dell’anima, perché non aveva ancora gli elementi per farlo, elementi che solo con Platone emergeranno. Ma, nonostante più di duemila anni, ancora oggi si pensa che l’essenza dell’uomo sia la psyché. Molti, sbagliando, ritengono che il concetto di anima sia una creazione cristiana: è sbagliatissimo. Per certi aspetti il concetto di anima e di immortalità dell’anima è contrario alla dottrina cristiana, che parla invece di risurrezione dei corpi. Che poi i primi pensatori della Patristica abbiano utilizzato categorie filosofiche greche, e che quindi l’apparato concettuale del cristianesimo sia in parte ellenizzante, non deve far dimenticare che il concetto di psyché è una grandiosa creazione dei greci. L’Occidente viene da qui.»
Giovanni Reale, Storia della filosofia antica

Egli discorreva sempre di cose umane esaminando che cosa è santità, che cosa empietà, che cosa ingiustizia, che cosa saggezza, che cosa pazzia, che cosa coraggio, che cosa viltà, che cosa Stato, che cosa politica, che cosa governo, che cosa uomo di governo, e simili cose.
Senofonte

Questo ha sotto scritto e giurato Meleto di Meleto, Pitteo, contro Socrate di Sofronisco, Alopecense. Socrate è colpevole di non riconoscere come Dei quelli tradizionali della città, ma di introdurre Divinità nuove; ed è anche colpevole di corrompere i giovani. Pena: la morte.
Meleteo

La virtù è bellezza
La virtù è bellezza

Io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. Niente, difatti, è per l’uomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo. Se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso.
Platone

Non esiste nessuno più libero, più sano e più elaborato nello sviluppo della parola che Socrate.
Senofonte

Già altri hanno scritto sull’argomento e tutti hanno notato la baldanza del suo parlare – prova, questa, che egli veramente si espresse in quel tono: ma che per sé ritenesse ormai preferibile la morte alla vita, non l’hanno rivelato, sicché la sua baldanza appare un po’ sciocca.”Per Zeus”, disse Socrate, “sono già due volte che ho messo mano a trovare argomenti per la difesa e il segno divino mi si è opposto”. E poiché quello aggiunse: “Strane davvero le tue parole!”, Socrate riprese: “Trovi strano che il dio giudichi che è meglio per me morir subito? Non sai che fino a questo momento io non concederei a nessuno d’esser vissuto meglio di me?
Senofonte

Forse, continuò, è proprio dio che nella sua bontà mi concede di por fine ai miei giorni non solo al momento giusto, ma anche nel modo più facile: se infatti mi si condanna adesso, potrò, senza dubbio, morire nella maniera che è giudicata la più facile da quelli che di ciò hanno cura, senza dar fastidio alcuno agli amici, ma recando il rimpianto più vasto che morto possa recare.
Senofonte

E Socrate sedette e replicò: Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse qualcosa che può scorrere, al semplice contatto, dal più pieno al più vuoto di noi, come attraverso un filo di lana l’acqua scorre dalla tazza più colma a quella più vuota.
Platone

Socrate diceva che con una donna di carattere aspro bisogna comportarsi come i cavalieri con i cavalli focosi.
Diogene Laerzio

Né l’amare né l’Amore sono in ogni caso belli o degni di lode, ma solo Amore che induce ad amare conforme al bene.
Platone, Simposio

Ed è ignobile quell’amante volgare che s’innamora piuttosto del corpo che dell’anima; e del resto non può essere nemmeno costante, giacché è innamorato di qualcosa che costante non è. Non appena appassisce il fiore del corpo, di cui era innamorato, s’invola lontano, smentendo tanti discorsi e tante promesse; ma chi s’innamora di un nobile carattere, ne resta amante per tutta la vita, in quanto si fonde a cosa che resta.
Platone, Simposio

Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola.
Platone, Simposio

In quanto figlio di Poros e di Penia, Amore è venuto a trovarsi in questa condizione: innanzitutto, è sempre povero e tutt’altro che tenero e bello, come invece pensano i più, anzi è aspro, squallido, scalzo e senza casa, abituato a gettarsi sempre a terra e senza un giaciglio, dormendo all’aperto davanti alle porte e in mezzo alle strade, secondo la natura di sua madre, sempre accompagnato dal bisogno.
Platone, Simposio

Amore da parte di padre, insidia i belli e i virtuosi, in quanto è coraggioso e ardito e tenace e bravo cacciatore, sempre pronto a tramare certi inganni, assetato di sapienza, ricco di espedienti, e per tutta la vita amante del sapere, temibile incantatore e stregone e sofista; e non è nato né immortale né mortale, ma talora nello stesso giorno fiorisce e vive, se la fortuna gli è favorevole, talora invece muore, ma poi rinasce, grazie alla natura del padre, e quel che acquista gli si sfila via sempre di mano, al punto che Amore non è mai né povero né ricco, e d’altra parte si trova in mezzo tra la sapienza e l’ignoranza.
Platone, Simposio

Amore, fra gli dei l’amico degli uomini, colui che riconduce all’antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l’umana natura.
Platone

Amore è possesso perenne del bene.
Platone

Socrate sposò Mirto solo per bontà d’animo giacché questa era caduta nella più nera miseria.
Plutarco

Colui che ama è cosa più divina di chi si lascia amare, perché un dio lo possiede.
Platone

Né l’amare né l’Amore sono in ogni caso belli o degni di lode, ma solo Amore che induce ad amare conforme al bene.
Platone

Essere in amore per quest’uomo non mi costa certo poco. Dal giorno in cui mi sono invaghito di lui non ho più il diritto di guardare un solo bel ragazzo, nemmeno di rivolgergli la parola. È geloso, invidioso, mi fa delle scene, me ne dice di tutti i colori e poco manca che me le dia. Dunque, attenzione, che non faccia adesso una scenata! Tenta di riconciliarci tu o, se tenta di picchiarmi, difendimi perché la sua ira e la sua follia d’amore mi fanno una paura terribile.
Il discorso di Alcibiade

Tu, Socrate, sei diverso da Marsia solo in questo, che non hai affatto bisogno di strumenti musicali per ottenere gli stessi risultati: ti bastano le parole.
Il discorso di Alcibiade

Una cosa è certa e dobbiamo dirla: quando ascoltiamo un altro oratore, il suo discorso non interessa quasi nessuno. Ma ascoltando te, o un altro – per mediocre che sia – che riporta le tue parole, tutti, ma proprio tutti, uomini, donne, ragazzi, siamo colpiti al cuore: qualcosa che non ci fa star tranquilli si impadronisce di noi.
Il discorso di Alcibiade

Quanto a me, amici, non vorrei sembrarvi del tutto ubriaco, ma bisogna che vi dica – come se fossi sotto giuramento – quale impressione ho avuto nel passato, ed ho ancora, ad ascoltare i suoi discorsi. Quando lo sento parlare, il mio cuore si mette a battere più forte di quello dei Coribanti in delirio e mi emoziono sino alle lacrime: e ne ho vista di gente provare le stesse emozioni.
Il discorso di Alcibiade

Mio caro Alcibiade, se quel che dici sul mio conto è vero, se ho davvero il potere di renderti migliore, devo dire che ci sai proprio fare. Tu vedi senza dubbio in me una bellezza fuori del comune e ben differente dalla tua. Se l’aver visto questo ti spinge a legarti a me e a scambiare bellezza con bellezza, il guadagno che tu pensi di fare alle mie spalle non è affatto piccolo.
Il discorso di Alcibiade

Non appena appassisce il fiore del corpo, di cui era innamorato, s’invola lontano, smentendo tanti discorsi e tante promesse; ma chi s’innamora di un nobile carattere, ne resta amante per tutta la vita, in quanto si fonde a cosa che resta.
Platone, Simposio

Colui che ama è cosa più divina di chi si lascia amare, perché un dio lo possiede.
Platone, Simposio

Dopo che la natura umana fu divisa in due parti, ogni metà per desiderio dell’altra tentava di entrare in congiunzione e cingendosi con le braccia e stringendosi l’un l’altra, se ne morivano di fame e di torpore per non volere fare nulla l’una separatamente dall’altra.
Platone, Simposio

Chi sono dunque quelli che amano la sapienza se non sono né sapienti né ignoranti?
Platone, Simposio

Perché gli esseri umani e anche quelli non umani sono così disposti verso l’eros?
Platone, Simposio

Apologia di Socrate
Apologia di Socrate

In ogni caso sei fregato: se la trovi bella non sarà solo tua, se è brutta paghi per tutti gli altri.
Platone, Simposio

Tu non vuoi più possedere l’apparenza della bellezza, ma la bellezza reale, e quindi sogni di scambiare, non c’è dubbio, il bronzo con l’oro. Eh no, mio bell’amico, guarda meglio! T’illudi sul mio conto: io non sono niente.
Platone, Simposio

Lo sguardo della mente comincia davvero a esser penetrante quando gli occhi cominciano a veder meno: e tu sei ancora molto lontano da quel momento.
Platone, Simposio

Mia moglie è veramente sgradevole e petulante, ma, mentre a casa sopporto una tale moglie, io stesso mi abituo e mi abituo a tollerare più facilmente anche le altre cose degli uomini e soprattutto l’insolenza dei miei concittadini e le ingiustizie fuori dalla mia casa.
Platone, Simposio

Quanto a matrimonio o celibato, lascia che un uomo prenda la strada che desidera, egli si pentirà sicuramente.
Platone, Simposio

Temo l’amore della donna più dell’odio dell’uomo.
Platone, Simposio

Non so, o Ateniesi, che impressione vi sia rimasta dei miei accusatori; io, davvero, mi sono quasi dimenticato di me stesso, da quanto parlavano persuasivamente. Eppure non hanno detto quasi niente di vero.
Platone, Apologia di Socrate

Mi ha stupito soprattutto una delle loro molte bugie: hanno detto che dovevate cercare di non farvi ingannare da me, perché sono abile nel parlare.
Platone, Apologia di Socrate

Essi, dico, hanno detto poco o nulla di vero, ma voi non sentirete da me null’altro che la verità. E non userò affatto, o Ateniesi, discorsi come i loro, ben fraseggiati nelle espressioni e nei termini, e bellamente disposti: voi sentirete da me cose argomentate disordinatamente, con le prime parole che mi capitano a tiro, infatti io credo che quello che dico sia vero, e nessuno di voi si aspetti altro.
Platone, Apologia di Socrate

A questa età non starebbe bene venire da voi facendo discorsi come un ragazzino.
Platone, Apologia di Socrate

Infatti così stanno le cose: sono quassù in tribunale per la prima volta a settant’anni, e perciò sono del tutto estraneo a questo modo di esprimersi.
Platone, Apologia di Socrate

Perciò, come forse mi perdonereste, se fossi veramente straniero, di parlare con la lingua e alla maniera in cui sono stato educato, così ora vi chiedo, giustamente, mi sembra, di aver comprensione per il mio modo di esprimermi, buono o cattivo che sia, e di considerare invece attentamente se dico o no cose giuste, perché questa è la virtù del giudice, mentre quella dell’oratore è dire la verità.
Platone, Apologia di Socrate

C’è un certo Socrate, uomo sapiente, che strologa su quello che sta per aria e investiga su quello che sta sottoterra, e che fa del discorso più debole il più forte. Questi, che diffusero su di me una fama simile, sono i miei accusatori terribili, cittadini ateniesi, perché il loro uditorio ritiene che chi fa simili ricerche non credanegli dei.
Platone, Apologia di Socrate

Considerate dunque la duplicità dei miei accusatori: gli uni sono quelli che mi accusano ora, e gli altri sono quelli che, come dicevo, lo hanno fatto in passato. È opportuno che mi difenda prima da questi ultimi, perché li udiste accusarmi prima e molto più degli accusatori recenti.
Platone, Apologia di Socrate

O miei concittadini di Atene, io vi sono obbligato e vi amo; ma obbedirò piuttosto al Dio che a voi.
Platone, Apologia di Socrate

Finché io abbia respiro, e finché io ne sia capace, non cesserò mai di filosofare e di esortarvi e ammonirvi, chiunque io incontri di voi e sempre, e parlandogli al mio solito modo, così: “O tu che sei il migliore degli uomini, tu che sei Ateniese, cittadino della più grande città e più rinomata per sapienza e potenza, non ti vergogni tu a darti pensiero delle ricchezze per ammassarne quante più puoi, e della fama e degli onori; e invece della intelligenza e della verità e della tua anima, perché ella diventi quanto è possibile ottima, non ti dai affatto né pensiero né cura?”.
Platone, Apologia di Socrate

E se taluno di voi dirà che non è vero, e sosterrà che se ne prende cura, io non lo lascerò andare senz’altro, né me ne andrò io, ma sì lo interrogherò, lo studierò, lo confuterò.
Platone, Apologia di Socrate

Se mi paia che egli non possegga virtù ma solo dica di possederla, io lo svergognerò dimostrandogli che le cose di maggior pregio egli tiene a vile e tiene in pregio le cose vili. E questo io lo farò a chiunque mi capiti, a giovani e a vecchi, a forestieri e a cittadini; e più ai cittadini, a voi, dico, che mi siete più strettamente congiunti.
Platone, Apologia di Socrate

Ché questo, voi lo sapete bene, è l’ordine del Dio,; e io sono persuaso che non ci sia per voi maggior bene nella città di questa mia obbedienza al Dio.
Platone, Apologia di Socrate

Né altro in verità io faccio con questo mio andare attorno se non persuadere voi, e giovani e vecchi, che non del corpo dovete aver cura né delle ricchezze né di alcun’altra cosa prima e più che dell’anima, così che ella diventi ottima e virtuosissima; e che non dalle ricchezze nasce virtù, ma dalla virtù nascono ricchezze e tutte le altre cose che sono beni per gli uomini, così ai cittadini singolarmente come allo Stato.
Platone, Apologia di Socrate

Platone Apologia di Socrate
Apologia di Socrate

Tuttavia, cittadini ateniesi, mi sembrò che anche gli artigiani bravi incorressero nello stesso errore dei poeti: ciascuno di loro, dal momento che lavorava bene nell’ambito della sua arte, si stimava molto esperto anche in altre importantissime questioni e questa stonatura tendeva a nascondere la loro sapienza.
Platone, Apologia di Socrate

Interrogai me stesso, per conto dell’oracolo, chiedendomi se preferissi essere come sono io, né sapiente alla loro maniera, né ignorante al loro modo, oppure come sono loro. E risposi a me stesso e all’oracolo che mi andava bene essere come sono.
Platone, Apologia di Socrate

E quelli che essi mettono alla prova si arrabbiano con me, invece che con se stessi, e dicono che un certo Socrate è oltremodo abominevole e corrompe i giovani.
Platone, Apologia di Socrate

Vada come sta a cuore al dio. Alla legge si obbedisce. Difendersi si deve.
Platone, Apologia di Socrate

Non dalle ricchezze ma dalle virtù nasce la bellezza.
Platone, Apologia di Socrate

La ricerca porta alla verità.
Platone, Apologia di Socrate

Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo.
Platone, Apologia di Socrate

Chi è quell’uomo che potrebbe credere che esistono i figli degli dei e non esistono gli dei?
Platone, Apologia di Socrate

Se la morte è assenza totale di sensazioni, come se si dormisse un sonno senza sogni, oh, essa sarebbe un guadagno meraviglioso.
Platone, Apologia di Socrate

La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.
Platone, Apologia di Socrate

Certamente lo conoscete Cherofonte; un giorno che era andato a Delfi, ebbe la faccia tosta di chiedere al dio se ci fosse qualcuno più sapiente di me e la Pizia gli rispose che non c’era nessuno.
Platone, Apologia di Socrate

Cittadini ateniesi, io vi amo e vi rispetto, ma ubbidirò al dio piuttosto che a voi, e finché avrò respiro e sarò in grado di farlo, non smetterò di fare filosofia, di consigliarvi e di insegnare a chiunque incontri.
Platone, Apologia di Socrate

Il tribunale ha votato, riconoscendo Socrate colpevole. L’imputato riconosciuto colpevole ha facoltà di proporre una pena alternativa a quella richiesta dall’accusatore.
Platone, Apologia di Socrate

Non mi senta irritato, cittadini ateniesi, da quanto è avvenuto – avete votato a mio sfavore – per molte ragioni insieme, e specialmente perché non è accaduto inaspettatamente: anzi, mi meraviglio molto più del numero di voti di ciascuna delle due parti. Io personalmente pensavo che la differenza sarebbe stata ampia, e non così piccola.
Platone, Apologia di Socrate

A quanto pare, se soltanto trenta voti fossero migrati dall’altra parte, io sarei stato assolto.
Platone, Apologia di Socrate

Dunque quest’uomo propone per me la pena di morte. Va bene: e quale pena dovrò offrire come controproposta, cittadini ateniesi?
Platone, Apologia di Socrate

Che cosa merito di subire o di pagare, perché nella mia vita non me ne sono stato tranquillo a studiare, ma trascurando ciò di cui si interessano i più, fare soldi, amministrare la casa, aspirare a comandi militari, a ruoli pubblici di oratore e ad altre cariche, partecipare alle associazioni politiche e alle lotte intestine della città, e ritenendomi troppo onesto per sopravvivere in quegli ambiti, non andavo dove non sarei stato certo utile a voi e a me, ma vi facevo un grandissimo servizio rivolgendomi a ciascuno di voi in privato?
Platone, Apologia di Socrate

Se dunque devo chiedere quello che merito secondo giustizia, mi sia assegnata questa pena: mangiare nel Pritaneo.
Platone, Apologia di Socrate

Ma, cittadini ateniesi, Platone, che è qui, e Critone, e Critobulo, e Apollodoro, insistono perché proponga una pena pecuniaria di trenta mine e per darne loro stessi garanzia. Mi multo allora di tanto. E ne saranno garanti per voi questi qui, con la corrispondente quantità di denaro.
Platone, Apologia di Socrate

Il tribunale ha deliberato a favore della condanna di Socrate a morte.
Platone, Apologia di Socrate

Su quanto dicevano contro di me i primi accusatori, basti, davanti a voi, questa autodifesa.
Platone, Apologia di Socrate

Tenterò di difendermi ora davanti a Meleto, l’uomo perbene, il patriota, come dice di essere, e dagli accusatori più recenti.
Platone, Apologia di Socrate

Socrate, non ti vergogni di esserti dedicato ad una attività per la quale sei ora esposto al rischio di morire?
Platone, Apologia di Socrate

Tu, ottimo uomo, poiché sei ateniese, cittadino della Polis più grande e più famosa per sapienza e potenza, non ti vergogni di occuparti delle ricchezze, per guadagnarne il più possibile, e della fama e dell’onore, e invece non ti occupi e non ti dai pensiero della saggezza, della verità, e della tua anima, perché diventi il più possibile buona?
Platone, Apologia di Socrate

L'amore di una donna
L’amore di una donna

Ma, cittadini, forse evitare la morte non è difficile, ed è molto più difficile evitare la malvagità, perché corre più veloce della morte. E ora io, che sono così lento e vecchio, sono stato catturato dalla più lenta, mentre i miei accusatori, che sono così bravi e svelti, li ha presi la più veloce, la cattiveria.
Platone, Apologia di Socrate

Ora me ne vado, io condannato a morte da voi, loro condannati alla malvagità e all’ingiustizia dalla verità. Io mantengo la mia pena, loro la loro. Forse era in qualche modo necessario che fosse così; e io penso che sia secondo la giusta misura.
Platone, Apologia di Socrate

Desidero fare una predizione a voi, che avete votato contro di me: perché sono già là dove le persone sono più propense a fare predizioni, quando stanno per morire. Io vi dico, uomini che mi avete ucciso, che ci sarà per voi una retribuzione, subito dopo la mia morte, molto più dura di quella pena cui mi avete condannato.
Platone, Apologia di Socrate

Ora voi avete fatto questo credendo di liberarvi dal compito di esporre la vita a esame e confutazione, ma ne deriverà tutto il contrario, ve lo dico io.
Platone, Apologia di Socrate

A mettervi sotto esame per confutarvi saranno di più: quelli che finora trattenevo, di cui voi non vi accorgevate; e saranno tanto più duri quanto più sono giovani, e tanto più ne sarete irritati.
Platone, Apologia di Socrate

Se pensate che basti uccidere le persone per impedire di criticarvi perché non vivete rettamente, non pensate bene. Non è questa la liberazione – né possibile, né bella – ma quella, bellissima e facilissima, non di reprimere gli altri, bensì preparare se stessi per essere quanto possibile eccellenti. Con questo vaticinio per voi che avete votato contro di me prendo congedo.
Platone, Apologia di Socrate

Anche a me, certo, sembra bello se qualcuno sa educare gli uomini, come fa Gorgia di Leontini, Prodico di Ceo e Ippia di Elide.
Platone, Apologia di Socrate

Callia, se i tuoi due figli fossero un paio di puledri o di vitelli, dovremmo prendere uno che li governi e stipendiarlo perché sviluppi in loro l’eccellenza (arete) appropriata, cioè un esperto di cavalli o di agricoltura. Ma, dal momento che sono uomini, chi hai in mente di assumere?
Platone, Apologia di Socrate

E continuai ad andare dall’uno all’altro: mi rendevo conto, con amarezza e timore, di essere odioso, ma mi sembrava necessario trattare ciò che concerne il dio come cosa della massima importanza.
Platone, Apologia di Socrate

Uomini, il più sapiente fra voi è chi, come Socrate, ha riconosciuto che in verità non è di nessun valore, per quanto concerne la sapienza.
Platone, Apologia di Socrate

Ma non ti chiedo questo, mio caro amico, bensì quale persona, chi, in primo luogo, conosce, appunto, i costumi e le leggi? Loro, Socrate, i giudici. Come dici, Meleto? Che sono capaci di educare i giovani e di renderli migliori? Certamente. Proprio tutti, oppure alcuni sì e altri no? Proprio tutti. Ben detto, per Hera! C’è tanta gente ad aiutarli! Ma allora questi che ci stanno ad ascoltare li rendono migliori, o no? Si’, anche questi. Ed anche i membri della Bulé? Anche loro. Ma, Meleto, non sono i componenti dell’ecclesia, a corrompere i più giovani? Oppure anch’essi, tutti insieme, li rendono migliori? Anch’essi. Ma allora. a quanto pare, tutti gli Ateniesi li rendono migliori, tranne me. Sono soltanto io a corromperli. È così che dici? Affermo proprio questo, con forza.
Platone, Apologia di Socrate

Dimmi ancora, Meleto, per Zeus, è meglio vivere fra cittadini buoni o cattivi? Rispondi, amico, non ti sto chiedendo nulla di difficile!
Platone, Apologia di Socrate

C’è dunque qualcuno che voglia essere danneggiato dalle persone con cui sta assieme, piuttosto che trarne vantaggio? Rispondi, mio caro amico: anche la legge te lo impone.
Platone, Apologia di Socrate

È chiaro, infatti, che una volta resomi conto dell’errore, smetterò di fare ciò che in ogni caso compio involontariamente.
Platone, Apologia di Socrate

Tu hai evitato di stare con me e di darmi insegnamento e non ne hai avuto voglia, e mi porti qui in tribunale, dove si usa condurre chi ha bisogno di essere punito ma non chi ha bisogno di imparare.
Platone, Apologia di Socrate

Ma per Zeus, ti sembro così? Non credo in nessun dio? Assolutamente no, per Zeus!
Platone, Apologia di Socrate

Lasciatelo rispondere, cittadini, e non schiamazzate per una parte o per l’altra. C’è qualcuno che non crede nei cavalli, ma in realtà ippiche? C’è qualcuno che non crede nei flautisti, ma in realtà flautistiche?
Platone, Apologia di Socrate

E allora, Meleto? Alla tua età sei tanto più sapiente di me alla mia.
Platone, Apologia di Socrate

Ma bisogna, giudici, che anche voi speriate bene davanti alla morte e teniate in mente questa verità, che non può esserci male per un uomo buono, né da vivo né da morto, e niente di quanto lo riguarda è trascurato dagli dei; anche le mie vicende d’ora non sono avvenute da sé, ma mi è chiaro che ormai per me morire ed esser liberato dal peso dell’azione era la cosa migliore.
Platone, Apologia di Socrate

Ma è ormai venuta l’ora di andare: io a morire, e voi, invece, a vivere. Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, tranne che al dio.
Platone, Apologia di Socrate

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Antica saggezza gnomica

Citazioni di Seneca

Riflessioni di Seneca

Aforismi di Eraclito

Massime di Epicuro

Sentenze di Epitteto

Storia della morale

Etica e filosofia