Riflessioni e pensieri sul sogno

Riflessioni e pensieri sul sogno

Riflessioni e pensieri sul sogno
Riflessioni e pensieri sul sogno

Riflessioni e pensieri sul sogno. Secondo la Qabbalah, Dio nella sua essenza più intima e nascosta, viene indicato come “L’Infinito” (En Soft), del quale nulla può essere scrutato né detto; perciò egli viene anche indicato come il “Nulla” (Ajin) o con espressioni più metaforiche, come la “Lunga Faccia”, “Il Santo Vecchio” e altre. Lo Zohar o Sefer Zohar (Libro dello splendore) è l’opera più rilevante per profondità speculativa, quella che costituisce il fulcro e il culmine della quabbalah medievale. Per i mistici della quabbalah l’universo è intessuto di simboli che conducono gradatamente all’essere reale, il quale non è più un segno, ma l’ultima segnaterra, la “Grande cosa significata”: in questo orizzonte, insegna lo Zohar, non esiste divaricazione tra il segno artificiale e la cosa significata, perché l’uno come l’altra sono al tempo stesso realtà e sogno, esteriorità e interiorità, sensibilità e astrazione, vita e morte. E’ il principio della “coincidentia oppositorum” di Ficino che ci ricorda il confine sfumato tra il bene ed il male di Nietzsche,  o l’unione tra etica ed estetica di Ayer e Wittgenstein; in pratica è il terreno paludoso e contraddittorio del linguaggio e della nostra stupida umanità come sostiene appunto il mistico Carl William Brown.

L’oniromanzia o interpretazione dei sogni è un’arte antichissima che ha avuto i suoi cultori in tutte le epoche della storia. Così tutti i più grandi geni letterari si sono cimentati con il sogno, l’arte e la fantasia, a cominciare da Socrate e Platone che grazie al loro Daimon, genio protettore, ricevevano in sogno preziosi consigli. Grazie ai sogni e alle premonizioni, tutti i grandi poeti hanno alimentato i desideri e la fantasia dell’umanità, diventando così dei veggenti e rischiarando la strada verso la felicità. Il sogno, il sonno e la morte, tematiche da sempre al centro della riflessione artistica furono esaltate nell’ottocento, creando appunto il mito dell’eroe romantico e più tardi decadente. L’eterna tematica dell’amore e della morte sfociava così nei famosi istinti di vita e di morte Freudiani, dando vita ad una nuova disciplina, che ispirata sia da grandi poeti del passato come William Shakespeare, sia dal metodo dell’associazione di idee, avrebbe portato fondamentali innovazioni nel mondo culturale e scientifico del novecento. Riprendendo così la complessa simbologia del linguaggio, dei miti, del folklore, e delle fiabe, i cultori della disciplina si guadagnarono una fama mondiale, ridonando allo stesso tempo un’immenso valore alla creazione fantastica, letteraria, poetica, e artistica in genere, tanto che lo stesso Freud alla fine sostenne che lo psicoanalista ideale dovrebbe essere, più che un medico, un’intellettuale umanistico. Questa realtà ha anche portato per assurdo ad una eccessiva medicalizzazione della disciplina, ormai retaggio di mediocri scienziati più inclini alla stupidità che non ad un’umana genialità.
Carl William Brown

Religion ou philosophie, tout indique à l’homme ce culte éternel des souvenirs… Je me sentais vivre en elle, et elle vivait pour moi seul. Son sourire me remplissait d’une béatitude infinie; la vibration de sa voix si douce et cependant fortement timbrée me faisait tressaillir de joie et d’amour… Je regagnai mon lit et je ne pus y trouver le repos. Plongé dans une demi-somnolence, toute ma jeunesse repassait en mes souvenirs. Cet état, où l’esprit résiste encore aux bizzarres combinaisons du songe, permet souvent de voir se presser en quelques minutes les tableaux les plus saillants d’une longue période de la vie… La fée des légendes éternellement jeunes!… Nec vir, nec mulier, nec an drogyna… Ni homme, ni femme, ni androgyne, mais tout cela ensemble… Enfin la Pandora, c’est tout dire, car ne ne veux pas dire tout… Le Reve est une seconde vie, je n’ai pu percer sans frémir ces portes d’ivoire ou de corne qui nous séparent du  monde invisible. Les premiers instants du sommeil son l’image de la mort; un engourdissement nébuleux saisit notre pensée, et nous ne puovons déterminer l’instant précis où le moi, sous une autre forme, continue l’oeuvre de l’existence… Swedenborg appelait ces visions Memorabilia; il les devait à la reverie plus souvent qu’au sommeil; l’Ane d’or d’Apulée, la Divine Comédie du Dante, sont les modèles poétiques de ces études de l’ame humaine.
Gérard de Nerval (Le filles du feue suivi de Aurélia)

“Il pazzo è un sognatore sveglio”. Krauss dichiara che “la pazzia è un sogno sognato mentre i sensi sono svegli”. Schopenhauer chiama i sogni una breve follia e la follia un lungo sogno. Hagen descrive il delirio come vita onirica prodotta non dal sonno ma da malattia. Wundt scrive: “Noi stessi, in realtà, possiamo sperimentare nei sogni quasi tutti quei fenomeni che si verificano nei manicomi”.
Sigmund Freud

Abituali spettatori dell’agitazione del mondo, i sognatori sono terribili quando, di colpo, li prende il bisogno d’agire. Abbassano la testa e si precipitano contro i muri con quella serenità sconcertante che può dare soltanto un’immaginazione disordinata.
Joseph Conrad

Sogna il guerrier le schiere, le selve il cacciator, e sogna il pescator le reti e l’amo. Sopito in dolce oblio, sogno pur io così colei, che tutto il dì sospiro e chiamo.
Metastasio

Il distacco degli affetti dal materiale rappresentativo che li ha generati è la cosa più sorprendente che possa loro accadere durante la formazione dei sogni; ma non è né l’unica né la più essenziale alterazione che essi subiscono nel loro cammino dai pensieri del sogno al sogno manifesto. Se confrontiamo gli affetti dei pensieri del sogno con quelli del sogno, una cosa diventa subito evidente. Ogni volta che c’è un affetto in un sogno, esso si trova anche nei pensieri del sogno. Ma non viceversa. Un sogno è generalmente più povero di affetto del materiale psichico dalla cui elaborazione proviene. Quando ho ricostruito i pensieri del sogno, generalmente scopro che in essi i più intensi impulsi psichici lottano per farsi sentire e lottano in genere contro altri che sono in acuto contrasto con essi. Se poi ritorno al sogno esso appare spesso sbiadito e privo di tonalità emotiva di notevole intensità. Il lavoro onirico ha ridotto a un livello di indifferenza non solo il contenuto ma spesso anche il tono emotivo dei miei pensieri. Si potrebbe dire che il lavoro onirico determina una repressione di affetti.
Sigmund Freud

Riflessioni sul sogno di Freud
Riflessioni sul sogno di Freud

Sunt geminae Somni portae; quarum altera fertur cornea, qua veris facilis datur exitus umbris, altera cadenti perfecta nitens elephanto, sed falsa ad caelum mittunt insomnia manes. (Escono i sogni d’inferno per due porte; una è di corno, l’altra d’avorio; manda il corno i veri, l’avorio i falsi.
Virgilio (Eneide)

Un’altra singolarità dei sogni è che – a meno di un immediato e fortissimo afferrarli e ripensarli, riviverli – non si ricordano. Un sogno è cosa meno nostra anche di un racconto composto da altri, perché mai ascoltando siamo tanto passivi quanto sognando. Eppure è indubbio che il sogno lo creiamo noi. Creare senza averne coscienza, ecco lo strano del sogno.
Cesare Pavese

Un sogno è un prodotto psichico completamente asociale; non ha nulla da comunicare a qualcun altro, nasce all’interno del soggetto come un compromesso tra le forze psichiche che lottano in lui, resta inintelligibile per il soggetto stesso ed è, per questa ragione, completamente privo di interesse per gli altri. Non soltanto non ha bisogno di tenere in gran conto la chiarezza, ma deve realmente evitare di essere capito, poiché altrimenti sarebbe distrutto; può esistere soltanto in forma simulata. Perciò può far uso liberamente del meccanismo che domina i processi mentali dell’inconscio fino al limite di una distorsione che non può essere mantenuta in piedi più a lungo. Un motto di spirito, d’altro canto, è la più sociale di tutte le funzioni psichiche che mirano a un certo piacere.
Sigmund Freud

I sogni non sono invenzioni intenzionali e volontarie, ma fenomeni naturali che sono proprio ciò che rappresentano. Essi non ingannano, non mentono, non falsificano, non nascondono nulla, ma enunciano ingenuamente ciò che essi sono e ciò che essi intendono. Sono irritanti e ci portano su strade sbagliate unicamente perché non li comprendiamo. Essi non ricorrono ad artifici per celarci qualcosa, ma dicono ciò che forma il loro contenuto, nel modo per essi più chiaro possibile. Possiamo anche capire la ragione per cui sono così strani e difficili. L’esperienza, infatti, ci mostra che si sforzano sempre di esprimere qualcosa che l’Io non sa e non capisce.
C.G. Jung

I sogni ricadono in tre categorie, a seconda del loro atteggiamento nei confronti dell’appagamento di desiderio. La prima categoria è costituita da quei sogni che rappresentano apertamente un desiderio non rimosso: si tratta dei sogni di tipo infantile che diventano sempre più rari tra gli adulti. In secondo luogo ci sono i sogni che esprimono un desiderio rimosso con un travestimento: questi indubbiamente costituiscono la stragrande maggioranza dei nostri sogni e possono essere compresi solo con l’analisi. Infine ci sono i sogni che rappresentano un desiderio rimosso, senza mascherarlo o con una maschera insufficiente. Questi ultimi sogni sono sempre accomunati dall’angoscia, che li interrompe. In tal caso l’angoscia sostituisce la deformazione onirica, e nei casi della seconda categoria l’angoscia si evita solo grazie al lavoro onirico. Non è difficile dimostrare che il contenuto rappresentativo che produce l’angoscia era una volta un desiderio, che poi è stato rimosso.
Sigmund Freud

Il punto centrale dell’intera teoria di Freud, l’unico che sia originale e non derivato, è la nozione che i simboli e gli altri meccanismi del sogno hanno lo scopo di celare qualcosa di talmente biasimevole, contrario alla moralità del paziente, che egli non può tollerare di considerarlo apertamente, neppure in sogno. Questa nozione appare così contraria ai fatti più ovvi, che è difficile capire come sia stata mai presa sul serio. Ecco una delle obbiezioni: la nozione che in un sogno è espressa simbolicamente, in un altro sogno può venire espressa apertamente e direttamente. A cosa serve metter su una maschera in un’occasione, solo per gettarla via in un’altra?
H.J. Eysenck

Personalmente non credo affatto che il fantastico, l’incoerente o l’assurdità siano i segni che caratterizzano eminentemente il sogno. Secondo me, la sua fondamentale originalità risiede nell’indipendenza, nell’automatismo delle immagini, che a loro volta presuppongono le dimensioni della coscienza.
R. Caillois

Durante il sogno, l’anima, libera dall’impegno giornaliero dei sensi, può vagare a suo piacimento nel corpo e visitarlo dappertutto, verificando il suo stato di salute o di malattia, e per questo rallegrandosi o intristendosi: in un caso o nell’altro suscita in sogno immagini di cielo, di stelle, di oceani, di rugiada; o anche di mostri orribili, scene di guerra, fantasmi di defunti, denunciando in tal modo e con tale linguaggio le malattie ben mascherate, o le altre che, per esser ancora all’inizio, non posseggono ancora quel vigore necessario per manifestarsi.
Ippocrate di Cos

Forse uno dei modi migliori per demistificare la natura del sogno è quella di affermare che nello stesso non c’è nulla di onirico. Allontanando, cioè, da questo termine (che deriva appunto da ‘òneiros’, termine greco che sta per sogno) ogni connotazione di vaghezza, imprecisione, mistero, surrealtà. Il sogno invece è molto spesso tutto l’opposto: preciso, colmo di particolari minutissimi e ‘realistici’, quasi perentorio, e – in apparenza finché il sognatore dorme – tutt’altro che inverosimile.
G. Dorfles

Gérard de Nerval riflessioni sul sogno
Gérard de Nerval riflessioni sul sogno

Nessuna umana esperienza è forse così spontaneamente creativa come il sogno. Nessun fenomeno è più carico di potenziale imprevedibilmente trasformatore. Nessun momento è più estrosamente ‘poietico’. L’imprevisto, l’impensabile, l’incongruo, l’innaturale si mutano, col sogno, nella più disinvolta ovvietà. L’essere sfuma nel divenire, il soggetto si transustanzia in oggetto […] Può ben dirsi, in definitiva, che chi sogna sciamanizza, ossia inconsapevolmente crea, magicamente trasforma: tale è la natura vibrante, provocatoria dell’esperienza onirica.
V. Lanternari

So per esperienza, alla quale non ho trovato eccezioni, che ogni sogno tratta del sognatore stesso. I sogni sono completamente egoistici. Ogni volta che il mio Io non appare nel contenuto del sogno, ma c’è solo qualche sconosciuto, posso ritenere con sicurezza che il mio Io si cela mediante l’identificazione con questa persona; posso inserire il mio Io nel contesto. Altre volte, quando il mio Io appare nel sogno, la circostanza in cui appare può farmi capire che c’è qualche altra persona nascosta dietro di me per identificazione. In tal caso il sogno dovrebbe ammonirmi di trasferire su me stesso, durante l’interpretazione, l’elemento comune nascosto, che si riferisce a quella persona. Ci sono dei sogni in cui il mio Io appare insieme ad altre persone, che, quando si risolve l’identificazione, risultano essere di nuovo il mio Io. Grazie a queste identificazioni dovrei quindi essere in grado di portare il mio lo a contatto con determinate idee la cui accettazione è stata proibita dalla censura. Quindi il mio lo può essere rappresentato in un sogno parecchie volte, ora direttamente, ora mediante la identificazione con persone estranee.
Sigmund Freud

Così si legge nel Simposio di Platone e noi ne deduciamo che è la vita stessa ad essere comica, tragica, o tragicomica a seconda del proprio carattere, della propria educazione e della propria ricchezza. Il mio personale ed umile intento è tuttavia quello di farla diventare il più possibile comica per tutti e se proprio qualcheduno ci tiene, lasciare la tragicità a loro completa disposizione.
Carl William Brown

I sogni spesso sembrano avere più di un significato. Essi, come hanno mostrato i nostri esempi, includono parecchie soddisfazioni di desideri, l’una accanto all’altra; inoltre, una successione di significati o di soddisfazioni di desideri può essere sovrapposta ad un’altra, dove quella più profonda è la soddisfazione di un desiderio della prima infanzia. E qui ci si dovrebbe chiedere di nuovo se non sia più esatto asserire ciò che avviene “sempre”, piuttosto che “spesso”.
Sigmund Freud

La buona letteratura ci fa viaggiare in ogni luogo, il sogno e la fantasia diventano preveggenza e memoria allo stesso tempo, il passato diventa presente, ed il futuro passato, e noi attraverso i mitici arcani del pensiero ce ne andiamo da questi torbidi meandri lasciando i nostri benamati politici su questa terra a marcire con chi ha fiducia in loro.
Carl William Brown

Ogni buon libro che si rispetti dev’essere nelle intenzioni del suo autore un’opera rivoluzionaria, la lotta della scrittura contro il dolore e l’infelicità, contro l’ingiustizia e l’imbecillità, contro gli abusi del potere e la stupidità dell’autorità, contro l’ipocrisia e l’assurdità dell’immaturità etica e filosofica, contro il potere dell’ignoranza e dell’egoismo biologico; ogni libro dev’essere una protesta contro la nullità dell’esistenza e dell’universo, dev’essere un’opera sovversiva che dichiara guerra alla banalità della mediocrità, dev’essere un incitamento a mutare l’ordine sociale e le convenzioni, dev’essere un incitamento a gridare per la felicità dell’umanità; se così non è, e se leggendolo vi ritroverete a pensare come prima, o solo a sognare di evadere, senza magari nemmeno esservi adirati, beh allora non è un libro ed il suo autore non è uno scrittore.
Carl William Brown

Ognuno di noi, come ci ricorda Pascal Guignard, ha nell’anima due cassetti speciali: uno dei sogni e l’altro dei rimpianti. Quando siamo giovani apriamo spesso quello dei sogni lasciandoci trasportare dalla fantasia verso lidi lontani. Con il trascorrere degli anni quest’ultimo non viene più toccato, come se la ruggine avesse bloccato la serratura e i nostri desideri di un tempo fossero stati dimenticati. Nel corso della vita apriamo invece spesso il cassetto dei rimpianti e ci accorgiamo di aver sbagliato più volte la strada che avrebbe potuto portarci lontano e renderci felici, ricordando alla nostra mente i sogni non vissuti, le carezze non date, le parole perdute.
Romano Battaglia

Il sogno è un movimento o un’invenzione multiforme dell’anima, che segnala i beni o i mali futuri. Stando così le cose, l’anima preannuncia tutto ciò che accadrà con il trascorrere del tempo, presto o tardi.
Artemidoro di Daldi

Non credere che si possano interpretare i sogni di cui non ci si ricorda per intero, tanto se si sia dimenticata la parte centrale quanto la conclusione; infatti per offrire l’esatta spiegazione occorre investigare lo sviluppo complessivo del sogno, ma si può comprendere soltanto ciò che si ricorda per intero.
Artemidoro di Daldi

Gérard de Nerval riflessioni sul sogno
Gérard de Nerval riflessioni sul sogno

Spesso i sogni si rivelano, senza alcuna maschera, come appagamenti di desideri; cosicché ci si può meravigliare che il linguaggio dei sogni non sia stato già compreso da lungo tempo. Per esempio, c’è un sogno che io posso produrre in me quando voglio, per così dire sperimentalmente. Se la sera mangio sardine, olive o qualsiasi altro cibo molto salato, durante la notte mi viene sete e mi sveglio. Ma il mio risveglio è preceduto da un sogno che ha sempre lo stesso contenuto cioè che sto bevendo. Sogno che sto già bevendo a grandi sorsi dell’acqua, che ha quel sapore delizioso delle bevande fredde per chi è arso dalla sete.
Sigmund Freud

Il sogno è un fenomeno misterioso, è l’unica via che ha l’uomo di incontrare le persone scomparse, parlare con loro, provare forti emozioni, fino a piangere con loro.
Romano Battaglia

Lo studio scientifico dei sogni parte dalla supposizione che essi sono il prodotto della nostra attività mentale. Ciononostante il sogno finito ci colpisce come qualcosa di estraneo. Siamo così poco portati a riconoscere la nostra responsabilità, che diciamo altrettanto facilmente mir hat getraumt [“ho avuto un sogno”] che ich habe getraumt [“ho fatto un sogno”].
Sigmund Freud

Il sogno ci ripropone la strada che stiamo percorrendo nella vita per chiedere alla nostra anima che cosa vuole comunicarci e quali dovrebbero essere i passi da fare per uscire da una situazione difficile.
Romano Battaglia

Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota nel mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita: non la libertà del dittatore che vuole imporre la sua volontà nel mondo, ma la libertà dell’artista privo di volontà, libero dal volere.
Karen Blixen

La perfetta chiarezza di tutte le rappresentazioni oniriche, la quale ha come presupposto la fede incondizionata nella loro realtà, ci riporta ad antichi stati dell’umanità, quando l’allucinazione era oltremodo frequente e prendeva intere comunità, interi popoli. Dunque, nel sonno e nel sogno, noi eseguiamo ancora una volta il compito dell’umanità primitiva.
Friedrich Nietzsche

Alcuni critici dicono che la letteratura aforistica non attrae più di tanto perché non aiuta a evadere, né tantomeno a sognare, ma al contrario è una lucida osservazione della realtà, è un confronto-riflessione con se stessi e col mondo che ci circonda. Ma non è forse questo il sogno più grande, quello cioè di migliorare concretamente la nostra misera condizione terrena.
Carl William Brown

Fraintendimento del sogno. Nelle epoche di civiltà rozza e primordiale l’uomo credette di conoscere nel sogno un secondo mondo reale; è questa l’origine di ogni metafisica. Senza il sogno non si sarebbe trovato alcun motivo di scindere il mondo. Anche la scomposizione in anima e corpo si connette con la più antica concezione del sogno, e così pure l’ammissione di una forma corporea dell’anima, cioè l’origine di ogni credenza negli spiriti e probabilmente anche della credenza negli dèi. «Il morto continua a vivere; perché appare in sogno al vivo»: così si concluse allora, per molti millenni.
Friedrich Nietzsche

Come l’uomo ancora oggi ragiona in sogno, così l’umanità ragionò anche nella veglia per molti millenni: la prima causa che si presentava alla mente per spiegare qualcosa che abbisognava di spiegazione, le bastava ed era ritenuta verità. (Così secondo i racconti dei viaggiatori fanno ancora oggi i selvaggi) . Nel sogno continua ad agire in noi questa antichissima parte di umanità, poiché essa è la base sulla quale si sviluppò e ancora si sviluppa in ogni uomo la superiore ragione; il sogno ci riporta indietro in remoti stadi di civiltà umana e fornisce il mezzo per comprenderli meglio.
Friedrich Nietzsche

I sogni di morte dei genitori si applicano con maggiore frequenza al genitore dello stesso sesso del sognatore: cioè, gli uomini sognano soprattutto la morte del padre, le donne quella della madre. Non posso pretendere che ciò sia universalmente vero, ma lo è nella maggioranza dei casi, in modo così evidente da richiedere una spiegazione basata su un elemento che abbia validità generale. Grosso modo, è come se si provasse nei primi anni una preferenza sessuale: come se i ragazzi considerassero i padri e le ragazze le madri dei rivali in amore, la cui eliminazione non potrebbe non avvantaggiarli.
Sigmund Freud

La straordinaria intensità delle nostre impressioni nei sogni deriva certamente dal fatto che nei sogni non siamo mai distratti. Nella vita lo siamo sempre, e dobbiamo esserlo. Come nel nostro campo visivo entra non solo l’oggetto osservato, ma anche quanto vediamo tutt’attorno, sbiadendo poco alla volta ai margini, così nella nostra coscienza non c’è solo l’evento momentaneo, ma sono virtualmente presenti anche tutti i nostri ricordi, esperienze e previsioni. Nel sogno siamo consapevoli soltanto di quello che stiamo sognando. Il nostro medioconscio dorme. Nel sogno, dorme più profondamente del nostro subconscio. Perciò, in sogno, non ci meravigliamo di volare, nella nostra coscienza onirica, infatti, la forza di gravità non è contemplata; non ci stupiamo che riappaiano i defunti, perché per chi sogna non esiste la legge naturale del divenire e del soccombere. Così anche la tenerezza per una persona amata nel sogno è qualcosa di più bello che nella realtà, perché questa tenerezza riluce come una fiamma priva di alone sfarfallante, perché viene soppresso tutto ciò che da svegli sappiamo, in particolare e in generale, sull’amore e sulla sua inadeguatezza.
Arthur Schnitzler

La vita e i sogni sono pagine di uno stesso, identico libro. La lettura fatta di seguito si chiama vita reale. Ma quando la normale ora di lettura (il giorno) è finita ed è venuto il momento del riposo, spesso noi sfogliamo ancora oziosamente, aprendo il libro, senza ordine e connessione, ora a una pagina ora a un’altra: talvolta è una pagina già letta, talvolta una pagina non ancora conosciuta, ma sempre dello stesso libro.
Arthur Schopenhauer

Il fatto che i significati dei sogni siano disposti in strati sovrapposti costituisce uno dei più delicati ma anche dei più interessanti problemi dell’interpretazione dei sogni. Chiunque dimentichi questa possibilità andrà facilmente fuori strada e arriverà a fare delle affermazioni insostenibili sulla natura dei sogni.
Sigmund Freud

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Riflessioni e pensieri sul sogno ultima modifica: 2020-12-31T13:41:13+00:00 da Carl William Brown